— 275 — Su questi dati di fatto ho ordinato che la diserzione di Perugia che resta indispensabile miri a corrompere quanto si può (e il tempo è breve per tali lavori) i 900 svizzeri, fare un lavoro maggiore sull’artiglieria. Incarico Danzetta di fare insorgere Città della Pieve contemporaneamente ed avere salve le spalle e la padronanza delle strade di Perugia. Ho detto che si rompano nella notte antecèdente tutti i telegrafi dell’ Umbria senza eccezione per disorientare; si facciano fossi e interruzioni nella strada da Perugia a Città della Pieve per interrompere la marcia della batteria. Dall’ insieme però vedete che gli aiuti esterni e interni devono essere immediati e copiosi potendo contare di far fronte due giorni dopo a 4000 uomini. I soccorsi poi regolari devono essere talmente predisposti che siano quasi immediati se non si vuole una grossa sventura. E assicuratevi che ogni posizione si trova iti identico pericolo. La prontezza quindi del soccorso è urgentissima necessità. Le ulteriori disposizioni che darò ai Perugini ve le scriverò quest’oggi profittando subito di un Brigadiere che parte. Per carità insistete per la abbreviazione di tutti i termini. Avendo le ore contate mi è doluto non ricevere la lettera di D’Ancona di credito sulla dogana di Arezzo. Spero avrete provveduto. Ritirerà il Barone Danzetta il denaro in mio nome. Per mandare una somma in Perugia ho supplito con una tratta che fa lo stesso Danzetta. Altrimenti il tempo fugge. Questa sera sono a Chiusi e, se trovo giunto il Comitato d’Orvieto, faccio m tempo a venire domani sera a Firenze. Altrimenti