— 516 — cano uno stato di continua tensione, di perenne manifestazione degli spiriti, della coscienza pubblica. Sarebbe una somma sventura, secondo me, se l’Italia avesse apparenza di acquetarsi a proposito di Roma. Già questo è impossibile; e lo stato di discordia intorno i modi di giungere a Roma manterrà l’agitazione e in questa parte gioverà, e la stampa gioverà a dare un indirizzo chiaro alle agitazioni. Roma non si deve conquistare, nè si deve importare in Roma la rivoluzione. A me pare che questo sia il pernio su cui dobbiamo mantenere la pubblica coscienza. La riverisco cordialmente. Suo obbedientissimo Ricasoli. A P. Puccioni. cxxxv. Brolio, 12 Agosto 1862. La ringrazio sinceramente del pensiero datosi di mandarmi i due giornali. Tutto considerato, visto in specie che io non mi sono mai dato carico di rispondere ad alcun giornale, che ho lasciati tutti dire tutto quello che hanno voluto sul conto mio, non mi pare di dovermi occupare di ciò che oggi dice II Lombardo e II Movimento, tanto più che il secondo adopera forme alquanto ridicole, e l’altro tiene coperto il nome. Coni’ io la pensi Ella e moltissimi altri sanno, e Ella meglio degli altri, perchè ho scritto a pochi, e soltanto