— 74 — della loro nazionalità, per farsi forte de’ loro voti. Il Pietri, senatore imperiale, che è a Firenze mandato dal suo sovrano, ha mostrato scontento dell’agitazione unitaria. Il Salvagnoli gli ha detto che il governo non c’entrava. Menzogna! Il Dolfi ha mandato ai Gonfalonieri indirizzi da votare per la fusione. Ne ha ricevuto uno anche il Ridolfi, Gonfaloniere di Capraia, e si è arrabbiato tanto che ha dato per la terza volta le sue dimissioni. Al Dott. Antonio Ricci, Siena. VI. Firenze, 15 Giugno (1859). Amico carissinio, Pas d’annexion. Cela nous comprometter ait vis-à vis de VEmpereur. Les voeux des Toscans pourront être exaucés après la guerre. Questa è la risposta di Cavour: è categorica, chiara, semplice. Non ammette replica. Mostra che a nessuna condizione fu sottoposta l’offerta di dedizione. Dirò di più che ho letto il Decreto, e che era così semplice da non lasciar dubbio sulla incondizionalità del medesimo. Aggiungerò che il Decreto fu la seconda volta telegrafato nel suo intiero contesto. Dunque bisogna chinare il capo. Non è municipalismo, caro signor Dottore, quello che ci guida, ma necessità politica: e poi sappia che nè me, nè gli amici miei, nè la maggioranza della nostra Firenze guidano