— 317 — non conto più nulla nè sui magazzini militari, nè sulle Finanze. Conto su dei fucili perchè non sono nei militari magazzini, e per questi sono sempre coerente, e salvo la forma e cautele del trapasso, io son sempre coerente. La forma mi pare facile, perchè potrei passarli al Governo di Perugia e questi li darebbe a Baldini. Questo modo mi parrebbe preferibile anco in vista della parte diretta ed efficace, sebbene di coperto, che dee pigliare in questi fatti quel governo. Io però non posso pienamente partecipare al suo convincimento intorno al pensare di Cavour in proposito a Roma e Viterbo. Io ritengo anzi che Egli non la pensi precisamente come noi, e pensi che per oggi non sia il caso di affollarsi troppo a spingere quelle popolazioni in uno stato di permanente ed industriosa sollevazione. Sul Governo di Perugia io premo di continuo, e nel senso che ho in animo. Avrei potuto fornire munizioni, se, non presago del futuro bisogno, non mi fossi affrettato a farne rientrare gli avanzi dopo la occupazione dell’ Umbria nei magazzini militari. Ritenni bensi i fucili in riguardo dei nuovi ordinamenti della Guardia Nazionale, e sapendo quanto sarebbe stato difficile riaverne dal governo. Non è solamente il Brunori1 che pone il Gavazzi alla testa dei volontari, ma pure l’ufficiale dei carabinieri. A vero dire vorrei esatte notizie in proposito. Mi scriva sempre e parli aperto, sicuro che di nulla mi adonto, e invece sarò lieto che mi sia rammentata 1 Delegato a Montepulciano. 21. - M. Puccioni, L’Unità d’Italia, ecc.