— 384 — i di lei stretti legami di parentela con quella legazione, le farebbero anzi un dovere di tenersi in una più grande riserva, qualora pure non stimasse piuttosto dover parteggiare per una causa alla quale sono legati se non i destini, almeno le glorie della dinastia che ha sollevata la famiglia dalla quale essa trasse l’origine. Del resto noi sappiamo troppo cosa valgano queste ambizioni del boudoir. Appena il Governo italiano sarà fissato a Roma, s’affolleranno intorno al Re a prostrarsi e a chieder favori». Vi prego fortemente a volermi compiacere, perchè la preghiera mi vien da tale che voi stesso il fareste immediatamente, se mi fosse dato nominarlo. Spero che il Passaglia vi abbia mandato gli articoli, come io feci mandare a Roma gli ordini di pagamento1. Addio, caro sig. Puccioni, credetemi aff.mo vostro D. Pantaleoni deputato. Ad un tratto però, come dicemmo, un’enciclica papale troncò le trattative col non possumus e il giorno successivo il Dott. Diomede Pantaleoni ebbe il decreto d’espulsione da Roma. 1 Pubblicato su La Nazione del 3 maggio.