— 354 — pronunziare il suo voto sui due ordini del giorno — Ricasoli e Garibaldi (però questo fatto da Rattazzi e Pepoli), disse: «con dolore no». Dunque diceva il no, mentre la coscienza lo spingeva al sì, cioè all’ordine del giorno Ricasoli! Egli che ebbe la semplicità di palesare l’animo suo, ma gli altri? Vi fu chi disse privatamente: Capisco che dovrei dare il voto alla proposta Ricasoli, ma come rifiutare quello Garibaldi? «L’Italia, per coloro nulla è!! ». Per queste vie si è rovinato Garibaldi, perchè si è inalzato tanto che egli si crede tutto, e si finirebbe col mettere in pericolo la Patria. Io dico, anzi formulo così il mio sentimento : col Parlamento al suo posto, esempio di virtù e di forza civile, lo straniero alle porte di Torino non mette in pericolo l’Italia; ma col Parlamento senza coscienza di sè stesso, che si lascia sgominare ed avvilire, la Nazione è ita. Ho detto anche troppo e arrivederla. suo dev.mo Ricasoli. Nel delineare questo programma che, pur oggi a tanta distanza, ha sapore d’attualità, si rispecchia nitido il pensiero di colui che s’era affacciato alla politica, al pari di quasi tutti gli uomini destinati a reggere gli stati moderni, come giornalista, dirigendo nel 1847 La Patria e predicandovi dottrine e teorie che più tardi avrebbe dovuto porre in opera. Tra queste il consiglio al popolo di diffidar degli apostoli d’inganno, piovuti in Toscana