— 391 — continuasse a coltivar l’idealità del riacquisto di Roma, provano questo gruppo di lettere del Ricci a lui dirette, quella al Puccioni del suo Segretario Generale, e le officiali da Parigi. Scrive il Ricci al Barone: LXXXIX. Eccellenza, Dopo che il sig. Giuseppe Pala di Canino, ebbe conferito con Vostra Eccellenza, nel suo passaggio da Genova conferì ripetutamente con Bertani, Mosto e Bellazzi, dai quali era stato invitato a recarsi colà per concertare il movimento degli Stati Romani: i nomi le indicano in qual modo questo dovrebbe essere : emigrato in conseguenza dei fatti dello scorso novembre il sig. Pala è eccellente patriotta, nè darebbe mai mano perciò a tentativi che nuocessero alla patria : egli dichiarò che le popolazioni romane, ansiose di scuotere il giogo pretino, non si sarebbero prestate a moto veruno che non fosse aiutato dal Governo del Re, e che non si sarebbero mai battute coi Francesi: i suoi interlocutori lo assicurarono che tutto era pronto nel Viterbese come a Roma e nelle altre provincie tuttora soggette, e che Garibaldi se ne sarebbe posto alla testa: ai dubbi mossi su ciò dal Pala essi lo invitarono ad andare a Caprera per accertarsene: il sig. Pala, allo scopo di guadagnar tempo, allegò la sua salute per non partire per là nel momento, e disse che sarebbe andato