seconda è trascritta a lapis una strofa della Spigolatrice di Saprì del Mcrcantini. Ricordando il passo delle Noterei!t nel quale si narra il desinare del } Maggio alla trattoria genovese del Rascianin e della strofa della Spigolatrice stampata a piè di una immagine del Pisacanc e letta ad alta voce dall’Abba ai compagni, è facile supporre che il giovane Volontario, dopo averla declamata, se la trascrisse sul taccuino ancora intatto, quasi ad auspicio ddl’impresa verso la quale moveva. Dalla seconda alla ventesima pagina, tutte vergate a lapis, seguono le note giornaliere evidentemente scritte per fermare, con cenni rapidissimi, la memoria dei fatti che si svolgevano sotto gli occhi del giovane garibaldino e, talvolta, dei pensieri e dei sentimenti che quei fatti suscitavano in lui. Le brevissime note continuano regolari dal 5 al 26 Maggio: da Quarto alla marcia su Palermo. Poi si interrompono. E si chiudono con una nota del 29 giugno che dà ragione della interruzione. Al « povero Cacciatore delle Alpi » era sembrato « superfluo lo scrivere di cose dette e ridette e conosciutissime ». [«*]