1 ‘2 I. - LA MACEDONIA Ma è ben facile l’immaginare come tutte queste lotte fra gli elementi cristiani abbiano in complesso giovato ai Turchi, e come le condizioni delle popolazioni macedoni sieno andate diventando sempre più tristi, dopo le deliberazioni del Congresso di Berlino, malgrado le pompose assicurazioni di protezione per i Cristiani. Una gran parte dei Turchi che abitavano pro-vincie dell'impero, che per il Trattato di Berlino passarono a Stati cristiani, emigrarono, poiché pei Turchi — o almeno per la maggior parte di essi — è insopportabile la vita là dove non possono considerarsi come dominatori, e dove tutti hanno gli stessi diritti. Emigrarono in gran numero anche dalla Bosnia, malgrado le lusinghe del Kallai che amministra in nome di S. M. l’imperatore Francesco Giuseppe le provincie occupate e che pone ogni studio nell’ accarezzare 1’ elemento mussulmano, onde rimanga a controbilanciare, in certo modo, fin dove è possibile, l’elemento serbo. Arrivarono nella Macedonia, dove molti si stabilirono, con l’animo irritato. E indipendentemente da questo, pel solo fatto del loro aumento di numero, i soprusi e le angherie diventarono ancora più intollerabili di quello che non lo fossero prima della guerra. Oltre a questi immigrati vi sono poi i soldati turchi, i quali non hanno, come negli eserciti europei, un Commissariato molto regolare e che, appena v’è qualche movimento di truppe un po’ maggiore del solito, dovendo vivere delle risorse del paese, fanno mano bassa su tutto. Tutti sanno come vivano i Vali che il Sultano manda a governare le provincie europee, costretti, non ricevendo mai stipendio, a estorcere in tutti i