Una scortesia gratuita 309 che mese dì soggiorno ritornò in Italia per un breve congedo. Congedo che forse è stato anzi determinato da ciò che intendo narrare. Il Polacco fu accolto a Sofia con forma cortese, ma con una certa sostenutezza, tanto dal Capo dello Stato che dal mondo ufficiale bulgaro. Non potendo spiegarsene le ragioni, dapprincipio ne attribuì la causa ai piccoli incidenti avvenuti prima del suo arrivo. Ma, passato qualche tempo, e siccome personalmente aveva saputo conciliarsi subito molte simpatie personali, ebbe la spiegazione di ciò che gli era sembrato un enigma. Il Principe non aveva voluto sollevare un incidente formale; ma, naturalmente , era rimasto assai meravigliato che, contrariamente a tutti gli usi diplomatici, prima di nominare il comm. Polacco, il Governo Italiano non avesse chiesto il suo gradimento. Appena in Italia, il Polacco parlò di tutto questo alla Consulta. Tanto il Ministro che i suoi dipendenti ebbero l’aria di cader dalle nuvole. — Ma se non si è mai fatto ! — esclamò qualcuno. Pare anzi ohe, con una punta d’ironia, la frase detta al Polacco sia stata questa: — Ma se non si è mai fatto per gli altri, perchè si doveva fare per lei? Al compianto Diplomatico fu molto facile la risposta: e non è colpa sua se la risposta, che fu costretto a dare quasi per giustificarsi, fu una dura lezione per i reggitori della nostra politica estera. — Non contesto — rispose il Polacco — che non si sia mai fatto prima d'ora. Ma adesso le cose sono molto mutate. Prima il Principe non era ufficialmente riconosciuto; e, volendo, se ne