— 148 — Di queste che, a seconda della pesca per cui sono usate, sono chiamate « scombrere » o « sardellere » o « trama-ciare », si valgono d’estate anche i pescatori di mestiere, durante il periodo dei chiari di luna (quando cioè la pesca a lume è poco propizia); d’inverno poi sono impiegate per la solita pesca che si fa lungo le coste, specialmente delle menole, barboni e salpe. La terza categoria di pesca che si esercita sull’isola, è quella del tonno, la cui grande importanza fu già riconosciuta dagli antichi che la praticavano su larga scala, sopratutto nelle acque dei Dardanelli e di Gibilterra. Per essa si trovano sull’isola due tonnare stabili, l’una a San Martino in Valle e l’altra a Ustrine nella Val Camisa; tutte e due sono attrezzate a nuovo, con 20 persone di equipaggio ciascuna. Delle due la principale per la posizione e quindi la più redditizia, si è mostrata quella di S. Martino in Valle, per la quale in soli due anni furono presi più di 90 quintali di tonno. Una terza tonnara, che era stata posta presso Farasina, fu levata perchè poco redditizia. La pesca di questo pesce è fondata sulla conoscenza delle sue abitudini, poiché esso, al tempo della riproduzione, da maggio a giugno, emigra dall’alto mare verso le coste, in branchi che spesso raggiungono anche le migliaia. Delle vedette di legno sono fissate nei luoghi dove si trovano le tonnare, cosicché i pescatori se ne servono per avvertire la presenza dei tonni. Grandi reti vengono tosto tese da numerosi battelli per precludere loro la via, poiché essi di solito nuotano vicino alla superficie delle acque nella direzione del vento, e spesso, dopo pochi giorni, si riesce a farli entrare nella tonnara. In questa, costituita da un ampio bacino, conducono dei corridoi a palafitte, largamente aperti verso il mare; cosicché il pesce, penetrato lì dentro, viene facilmente preso. Negli altri centri pescherecci, dove mancano le tonnare stabili, la pesca del tonno viene praticata con reti a ferma, « le palandare », che si contano sopra tutto numerose a Cherso (circa 50). Il pescato, assai abbondante, quale risulta da queste tre categorie di pesca, serve soltanto in parte per i bisogni locali, mentre tutto il resto, dai 30 fino ai 200 quintali al