— 143 — La natura del fondo marino, la profondità, il grado di salsedine, la temperatura, la pressione, le correnti ecc. saranno i fattori principali che influiranno sull’esistenza dei vari organismi del mare. Il Carnaro, così ricco di pesci, deve corrispondere bene a queste essenziali condizioni biologiche : infatti esso è un golfo che, stretto fra la terraferma e le isole, si addentra a settentrione nel golfo di Fiume e raggiunge una profondità che oscilla fra i 51 metri ed il massimo di 66 metri. La natura del suo fondo è varia e dipende dalla sua struttura geognostica, come pure dai vari sedimenti che o dai fiumi o dalle correnti marine, vi furono accumulati; perciò, mentre esso, data la natura calcarea della roccia che forma l’isola, è di aspetto roccioso nel tratto che corre vicino alla costa, cambia poi del tutto in quanto si presenta coperto per la maggior parte da uno strato di fanghiglia grigio-oscura. Per quanto riguarda il grado di salsedine, bisogna ricordare che in generale nell’Adriatico esso va diminuendo, procedendo da N.E. verso S.O. cioè più profondo diventa il mare, meno è salato. Il Carnaro però viene a trovarsi in condizioni particolari sotto questo riguardo, perchè l’esistenza di numerose e fresche sorgenti carsiche sul suo fondo, permette allo scampo (Nephrops norvegicus L.) di vivere in questa zona; infatti quello, essendo proprio dalle acque della Norvegia, è abituato a vivere in acque più fredde sì che qui lo si considera un relitto faunistico dell’epoca glaciale. Lo stesso si può dire del Carnarolo compreso nella parte settentrionale del gruppo insulare dalmatico. La temperatura alla superficie dell’Adriatico, diversa-mente dalla salsedine, cresce procedendo da N.E. a S.O.; essa sopra tutto è minore dove più il mare si addentra fra la terraferma e le isole (nel Carnaro e nel Carnarolo); è al minimo nel Canale della Morlacca. Deboli sono le correnti marine nell’Adriatico, quindi esercitano un influsso assai relativo sulle sue condizioni biologiche; nel Carnaro si nota una corrente che viene dal S. e piega nel golfo di Fiume, mentre un’altra a N. del