\ 1625 ferina poter/} impe* dire da' Vene ii. che fe r gare trà Comandanti Francefi. dolgo»fi di veder tanto più difficul-tata V Impreca, rifolven-dofi per tanto /’ attacco di Novi , che differito. porge commodo alle difefe . ma ne fì-gue /’ affatto . donde, dopo molto combattimento . fortemente contra-fiati . con loro mclto piò danno fe ne rimuovono. 322 DELL'HISTORIA VENETA trocento a Cavallo, prevaleva con le fortificationi del ileo, e con la facilità del foccorfo; nè quefto potè impedirà da quattro Barche, che colà fabrícate s’ armarono con genti del-la República ; perche di numero le Spagnuole fuperiori, e da’ pofti all’ intorno il loro Cannone battendo, non permettevano loro nè pure dalla fponda allargarli. Molto ancora a rallentare l’operationi fervi 1’Emulatione trà il Coure , & il Signor di Vobcour, Marefcial di Campo, a tal fegno avanzata , che quefti, invido della gloria, e dell’autorità del Marchefe , contradiceva Tempre a’ Configli, ò divertiva 1’ efe-cutioni. Si verfava da’ Collegati trà le diificultà defl’ impre-fa, e le lunghezze delle Confulte, con poco contento de’ Venetiani ; molti anco imputando al Marchefe, com’ era fo-lito, che troppo amafie la continuantion del comando, & il maneggio dell’ Armi, e dell’ oro. In fine , rifoluto d’aifalire Novà, che, prima abbandonato da gli Spagnuol, e trafcu-rato da’Collegati, flava hora con molte trincere alla Riva congiunto : ma da’ Capi Francefi differito per un mefe 1’ effetto , hebbero tempo gli Spagnuoli non folo d’eiferne preavvertiti, ma di rifarcire le ruine di Codera, e piantare batterie per fianco a San Fedele, & alla Francefca, tenendoli pronti per foftenere 1’ attacco . Nondimeno fi tentò, nella marchia tenendo la Vanguardia i Francefi colVobcour, e fe-guitando le militie della República, l’Oltramontane fotto il Colonnello Milander, e l’Italiane comandate dal Conte Nic-cola Gualdo . A un picciolo Torrente il Vobcour fece alto per gittarvi Ponte; ma il Papenhaim, fchierati dall’altra parte molti fquadroni, lo contefe, e la fcaratnuccia fi rifcaldò a fegno , che, fe la notte non feparava , s’impegnavano ambidue gli Eferciti in generale conflitto. I Collegati, trovata forte ì’opoofitione , e moiette le batterie, fotto i colpi delle quali convenivano pattare le Truppe, con qualche danno, maggiore del rilevato dall’ altra parte , fi ritirarono, ducento effendo i feriti, e quafi in numero pari i morti, trà’ quali di maggior nome fù Marc’Antonio Gualdo, del Conte Niccola Nipote. Al Vobcour s’imputò d’haver prima inopportunamente trapo-fío ritardo, poi impegnato il cimento, fenz’ attender’ il grof-fo j e perche delle dilationi, e de’ mali fucceiìi andavano