J 260 conservando il mare più a lungo il calore, e irradiandolo invece assai presto la terra, 1’ aria su questa si condensa e si precipita verso il vuoto formato dall’ aria rarefatta marina. Il fenomeno fu studiato e descritto fra i primi dal Iansen che dimorò a lungo a Giava. In quell’ isola bruciata da vulcani e da un sole inesorabile è naturale che il fenomeno assumesse proporzioni gigantesche —■ tanto è vero che le brezze diurne e notturne arrivano alla violenza di tempeste. E naturale però che il passaggio della brezza da diurna a notturna, avvenga previa una certa calma, più o meno lunga, sia alla mattina che alla sera. In Istria le brezze spirano naturalmente lungo tutta la costa e per qualche chilometro dalla costa all’ interno ; intorno al lago di Cepic, poiché i bacini lacustri si comportano nelle dovute proporzioni, come il mare ; e soprattutto dal bacino danubiano sugli altipiani carsici. Ma su questi ultimi diremo un po’ più oltre parlando della Bora. In via generale è la levata del sole o il suo tramonto che segna il principio delle sovraccennate calme. Così, in estate dall’ ora in cui spunta il sole alle 8 del mattino, c’ é calma : la terra riscaldandosi a poco a poco sale ad una temperatura assai più elevata che quella del mare : a questo punto si alza quindi dalla superficie di quella una colonna d’ aria rarefatta che attrae con impeto ognor crescente nel suo vuoto l’aria del mare ; tale soffio marino è detto maestrale ed impera tutto il dì fino a che, alle 2h o alle 3h diminuisce fino a sera : si ristabilisce 1’ equilibrio così tra la terra che irradia il calorico e il mare ; quindi ecco la seconda calma, la vespertina, finché ad alta sera, circa verso le 221' più rarefatta trovandosi l’aria alla superficie marina, fa da tromba aspirante, e spira il vento di terra verso il mare, designato dagli istriani col nome di Borinetto. Il vento diurno quindi è di Sud, il vento notturno è di Nord.