— 120 — modificazione. Ad es. il delta del Po è un po’ più sporgente, l’isola d’ Elba è lievemente spostata ecc. Inoltre, in una cartina a parte, figura per intero la Sicilia, che manca nell’“ Italia Nuova „ maginiana. Una edizione quasi identica ha la scritta “Am-stelodami ex officina Petri Scheneri „ senza nome d’ autore. Queste ultime carte, che hanno già alcune modificazioni, ci avviano verso la categoria delle derivazioni parzialmente corrette, delle quali ci occuperemo più avanti. § 3. Le carte regionali del Magini nell’ “ Atlas Novus „ di Mercator e di Janson e negli Atlanti del Bleaw. — Fortuna di gran lunga maggiore ebbero le carte regionali dell’ “Italia,, data in luce da Fabio nel 1620, le quali, non protette neppur esse da privilegio imperiale, furono larghissimamente utilizzate, soprattutto all’ estero. In primo luogo esse furono introdotte, quasi tutte in blocco, nel-1’ ultimo rifacimento del celebre Atlas di Mercator, apparso col titolo di Atlas Novus nel 1638, dopo esser state già pubblicate a parte, l’anno prima, insieme con altre carte, in una appendice (1). Questo Atlas Novus, che porta ancora il nome di Gerard Mercator, è in tre volumi o parti ; l’Italia è compresa nella terza parte, che ha dunque per titolo “ Gerardi Mercatoris Atlantis novi Pars Tertia Italiani Grae-ciam.... continens ; sumptibus et typis aeneis Henrici Hondij. Amsterodami 1638. Editio ultima „. Il frontespizio è ancora quello delle edizioni originali. L’Italia, che nelle precedenti edizioni dell’ Atlas era rappresentata da 16 carte, ne ha qui ben 57 ; fa dunque davvero la parte del leone, e ciò è merito, sia pur involontario, del Magini. Delle 57 carte, 51 derivano infatti dall’ “ Italia „ maginiana del 1620 ; hanno quasi sempre scala sensibilmente uguale a quella dell’originale, ma formato un po’ maggiore, per cui abbracciano un quadro alquanto più vasto ; il contenuto è per lo più identico per ogni elemento all’originale, salvo numerosi errori di trascrizione ; fanno eccezione le carte contenenti il delta padano e la zona delle lagune venete, il cui disegno è del tutto mutato. Notevole è che le carte mancano per lo più della graduazione per le longitudini ; quando la hanno, le coordinate differiscono dalle ma-giniane, mentre le latitudini, sempre indicate, sono sensibilmente uguali a quelle delle carte del Magini. Ecco l’elenco completo delle carte, che portano talora la indicazione di Hen-i ìcus Hondius come stampatore (H. H. nell’ elenco che segue), tal’ altra quella di Johannes Janson (I. I). Quando nulla è avvertito, s’ intende che le carte sono uguali per contenuto alle maginiane, ed hanno uguale anche la graduazione delle latitudini, (i) È assai difficile farsi una idea esatta delle molteplici trasformazioni che subì il famoso Atlas di Mercator nelle successive edizioni, che sono molto numerose e talora rarissime. In questo lavoro ci aiuta alquanto lo scritto di H. Aver-dunk e J. Müller Reinhard, Gerhard Mercator und die Geographen unter seinen Nachkommen, in « Peterm. Geogr. Mitteil. Ergheft, n. 182*, Gotha, 1914. Non sarà inutile riassumere la storia di questo Atlante in base alle indicazioni del citato scritto ed a ricerche personali. Si sa che la prima edizione dell’ Atlas, con 106 carte, fu pubblicata postuma nel 1595, dal figlio di Gerardo Mercator, Rumoldo. Questi mori alla fine del 1599; gli altri eredi del grande cartografo curarono una nuova edizione nel 1602 a Düsseldorf con 107 carte (rarissima), poi nel 1604 vendettero tutti i rami delle carte all’ Hondt (Jodocus Hondius) di Amsterdam. La prima edizione hondiana è del 1606 ed ha tutte le carte mercatoriane e molte altre nuove, ma nessuna tra queste ultime che riguardi P Italia; sono in tutto 143 carte, che divengono 146 in una nuova edizione, che ha il titolo di Editio secunda (hondiana ; ma è la quarta dell’ Atlas di Mercator) ; una successiva ristampa appare ancora nel 1608 (Editio tertia). lodoco Hondio muore nel 1611 e la pubblicazione è continuata dal figlio Enrico e dal genero Jan Jansson (Johannes Jan-sonius). Vedono così la luce nel 1611 uua editio qiiarta (di 150 carte), nel 1612 una editio quinta, nel 1613 una editio sexta. Finora si erano sempre ripubblicate tutte le antiche carte di Gerardo Mercator con 1’ aggiunta di nuove ; la prima edizione in cui alcune delle vecchie carte mercatoriane siano sostituite con altre diverse, aggiornate, è quella del 1623; un passo più avanti sulla via delle sostituzioni si fa poi nella edizione del 1628, che è detta sul frontespizio editio decima (non conosco, nè sono reperibili tutte le intermedie tra la 6» e la io3) e contiene 163 carte. Per l’Italia peraltro si perpetuano ancora tutte le carte mercatoriane originali s e n z ’ alcuna sostituzione. Ma nel 1633 Guglielmo Bleaw e Guglielmo Janson pubblicavano una Appendix Theatri A. Ortelii et Atlantis G. Mercatoris continens tàbulas geographicas diversarum orbis regionum nunc primum editas cum descriptionibus, costituita da 94 carte, da servire, secondo gli editori, di complemento alle raccolte orteliane e mercatoriane. Non ho potuto vedere questa Appendix e non so se e quali carte nuove d’ Italia contenga ; certo i veri depositari dell* Atlante di Mercator, Enrico Hondio e Giov. Jansson, la giudicarono una mistificazione, ma furono indotti anch’essi a pubblicare una simile appendice, che difatti apparve nel 1607, in 107 carte, diverse in gran parte da quelle del Bleaw. È questa appendice hondiana che contiene le carte maginiane dell’Italia. Essa fu poi, nel 1638, incorporata in una nuova edizione dell’Atlas mer-catoriano in tre volumi che fu detta allora Atlas Novus. Questo breve cenno riguarda le edizioni latine della raccolta mercatoriana ; le numerose edizioni in altre lingue non hanno nulla che giustifichi qui una particolare menzione.