— 95 — modo assai arbitrario. Comune è anche la cura data alla rappresentazione dei confini, che anzi nella tav. 32 sono indicati con due sorta di punteggiati, come nella carta generale del 1608. Del resto della tav. 32 si è già discorso, rilevando, sia talune deficienze, sia talune migliorie rispetto alle carte speciali delle quali è sintesi (1). La tav. 48 è migliore della precedente, quanto a finezza di disegno. È da notarsi che in essa figurano le Lipari, che non appaiono altrove : la rappresentazione è da ritenersi derivata ancora dai materiali ufficiali che hanno servito pel Reame di Napoli (Stigliola-Cartaro), poiché essa è molto analoga a quella offertaci dalla carta generale del Reame nell’Atlantino Barberiniano (2); l’introduzione dei nomi classici, che è fuor di posto in una carta moderna, ci richiama alla tavola “ Sardinia et Sicilia „ del Tolomeo maginiano ; è dimenticato anzi il nome moderno di Ericusa (Alicur), che si trova nel Tolomeo ; “ Pare Rotto „ è un errore per Panerotto (Paneroto nella carta di Paolo Cagno, ricordata a pag. 74), errore che va rilevato perchè si trova anche nell’Atlantino Barberiniano. La rappresentazione della costa dalmata ed albanese e del relativo retroterra deriva pure, per tutti gli elementi, dalla carta di insieme del Reame di Napoli, quale l’abbiamo nel suddetto Atlantino, che a sua volta riproduce essenzialmente la “ Grecia „ di Giacomo Gastaldi (1560) (3). La carta presenta un piccolo numero di errori di trascrizione, come ad es. Canaso per Canosa, Mienrbino per Minerbino, Cedoga per Cedogna (Lacedonia), C. de Lenguela per C. de Lengueta ecc. ; quest’ ultimo errore è ancora nell’Atlantino Barberiniano. Correzioni sul rame la carta d’ insieme non ne ha subito, tranne forse qualche ritocco al lembo della costa sicula, in corrispondenza ai luoghi ove fu ritoccata sul rame la cart^ speciale (4). La dedica primitiva, in questa tav. 48, come nella 32, fu raschiata e sostituita da altra, a firma Fabio Magini. La carta della Liguria è posteriore alle due ora esaminate ed anche alla carta generale del 1608. Si osserverà infatti che nella tav. 32 (Stato della Chiesa), il disegno della costa della Riviera di Levante, per quanto sommario, ricorda quello della vecchia tavola della Riviera di Levante; e sulle vecchie carte della Riviera si basa anche, come si vedrà, la carta generale d’Italia del 1608; invece la nostra carta della Liguria è una sintesi delle due tavole nuove. Del resto questa è una tavola assai trascurata quanto a disegno, ma indubbiamente anch’essa opera del Wright : mostra infatti, come le due precedenti, la stessa preoccupazione di mettere in vista la dorsale principale appenninica e di indicare i confini politici : per questo riguardo, anzi, è da notarsi ch’essa presenta, completo, il confine orientale dello Stato di Genova, che manca nella tav. 8. Anche il lavoro di semplificazione dei centri abitati è fatto con buon criterio. Non manca, al solito, qualche errore di trascrizione (Torrigia per Torriglia, Orgagnasa per Organasca ecc.). § 4. La carta generale d’Italia del 1608. — La carta generale di tutta l’Italia porta in un gran quadro, in alto a destra, il titolo “ Italia N uova | di Gio. Antonio Magini | „ e sotto, in una ovale, la dedica del Magini a Francesco Gonzaga, duca di Mantova e Monferrato, datata da Bologna, 30 ottobre 1608. È in sei fogli che, uniti insieme, misurano cm. 111.5X89, compresi, da ogni lato, 28 mm. occupati dal margine e dalla graduazione, che è di 5’ in 5’ tanto per le longitudini che per le latitudini. Queste ultime vanno da 37°15’ a 46 45’; quanto alle longitudini, essendo, come si vedrà, la proiezioni trapezoidale, la graduazione va da 28°30’ a 45°30’ nel margine superiore, da 29°30’ a 44°15’ nell’ inferiore. Nell’ unico esemplare a noi conservato (tav. IX) è andata perduta la leggenda in basso a destra, che conteneva la scala ; questa si può peraltro, come vedremo, ricostruire. La storia della carta si è già accennata nel cap. III. Il primo annunzio di (1) Cfr. indietro pag. 73 (2) Cfr. indietro pag. 76. (3) Cfr. il mio scritto Le più antiche rappresentazioni cartografiche della regione albanese, in «Boi], Soc. Geogr. Ital. », 1914, pag. 601-37. (4) Cfr. indietro pag. 87.