— 108 — ancora corretti : la differenza di latitudine tra C. Faro e C. Passaro è infatti di 2° 10’ in Tolomeo, di 2°2l’ in Magini (vera 1°38’) ; quella di longitudine fra C. Passaro e C. Boèo è di 3° 40’ in Tolomeo, di 3° 33’ in Magini (vera 3° 10’) (1). § 8. Le scale e il valore del miglio secondo il Magini. — Circa le scale usate dal Magini ed il valore da lui attribuito al miglio ed al grado, occorre anzitutto rilevare che nelle singole carte parziali si trova sempre indicata un’ unica scala (eccezion fatta per la sola tav. 3 “ Piemonte „, nella quale si hanno due scale, di miglia comuni e di miglia piemontesi), e che il Magini usa quasi sempre la parola miglia senza alcun’ altra determinazione (miglia italiane soltanto in quattro casi, tav. 21 Cremasco, tav. 34 Bolognese, tav. 50 Abruzzo Ultra, tav. 61 Sardegna; miglia comuni solo nella tav. 59 Terra d’Otranto) , ma che ciò nondimeno appare evidente che il valore del miglio è diverso nelle diverse carte e dovrebbe corrispondere in genere ai valori locali del miglio. Infatti un grado di lat. corrisponde asoli miglia 58 */2 nella tav. 23 (Vicentino) e a 58.7 circa nella tav. 11 (Parte Alpestre dello Stato di Milano), mentre corrisponde a miglia 82 nella tav. 42 (Lazio), 84 nella tav. 5 (Signoria di Vercelli), 86.4 nella tav. 3 (Piemonte vecchio), 93'/2 nella tav. 30 (Istria). Al di fuori di questi sei casi estremi il valore oscilla fra 60 (questo valore esatto si ha però nella sola tav. 13 Territ di Pavia) e 70 (questo valore esatto solo nella tav. 34-35 Bolognese), con grande prevalenza dei valori compresi tra 64 e 67 (2). Una testimonianza esplicita riguardo a tali discrepanze si ha poi dallo stesso Magini, in un passo del suo Primutn Mobile (1609), che è opportuno riferire integralmente. Si legge nella prefazione al libro XI, che contiene i problemi geografici (3). “ Discrepant vero Geographi in assegnatione diversorum milliarium pro singulo gradu terrestris circuii, idque utrum ab incertis eorum observationibus, an potius a varia pedis quantitate ex quibus milliaria constant, proveniat, non facile dixerim. Sibijciemus nihilominus nunc Tabellam conversionis graduum terrestris circuii in milliaria, tam secundum opinionem Ptolemaei, qui uni gradui terrestris circuii tribuit stadia quin-genta, quae faciunt milliaria communia 62 cum dimidio, quam secundum opinionem illorum, qui praecise 60 milliaria pro singulo grado accipiunt, et hanc sequuntur scrip-tores Germani cum quindecim milliaria germanica uni gradui adscribunt, quae faciunt 60 milliaria Italia maiora. Tum etiam in eadem Tabella conversionem graduum terrestris circuii in milliaria exhibebimus Italica mediocria, quorum 65 dantur uno gradui, quae milliaria Italica mediocria nobis videtur ut plurimum esse in usu : comperimus enivi ex quamplurimis scalis milliarium Italicorum in nostra Italiae geographica de-scriptione {quam propediern Deo volente dabimus) convenire uni gradui terrestris magni circuii milliaria communia 65, nec omnino hunc numerum ceu abundantiorem respuen-dum iudico, dum et gravissimi quidam viri maiorem multo pro singulo gradu assu-mant. Enimvero Doctissimus Vir Joannes Fernelius Ambianas pro singulo gradu 68 milliaria in sua Cosmotheoria sumere non dubitavit, et Gerardus Mercator in sua orbis mappa universali milliaria minora habet, quorum 72 fere complent unum gradum. Arabes autem Abilfedeam (sic) suum primi nominis apud ipsos Geographum secuti, pro unius gradu mensura milliaria tantummodo 56 cum duobus tertiis accepere, sed is numerus, cum nemo hucusque inferiorem ilio assumpserit, iure merito negligendus est. Sed nunc Tabellam a nobis sic constitutam accipe„. Segue a carta 249 V la tabella che dà 1 grado = 60 mil. com. = 62.30 mill. Ptolem. = 65 mill, nostr. = 15 mill. Germ. 2 gradi =120 mil. com. = 125 mill. Ptolem. = 130 mill. nostr. = 30 mill. Germ. ecc. (1) Questi errori sono alquanto attenuati nella carta gastaldina del 1545 nella quale i valori rispettivi sono i° 51’ e 30 13’ ; nella Italia gastaldina del 1561 la Sicilia non figura. I valori maginiani su riferiti sono identici a quelli della carta mercatoriana, che, come si è già detto, deriva dalla medesima fonte. (2) In particolare: il grado comprende meno di 60 miglia 2 volte; tra 60 e 61 miglia 1 volta, tra 61 e 62 miglia 1 volta, tra 62 e 63 miglia 2 volte, tra 63 e 64 miglia 5 volte, tra 64 e 65 miglia 15 volte, tra 65 e 66 miglia 14 volte, tra 66 e 67 miglia 6 volte, tra 67 e 68 miglia 2 volte, tra 68 e 69 miglia o volte, tra 69 e 70 miglia 1 volta, più di 70 miglia 1 volta, più di 80 miglia 4 volte. Le rimanenti carte non hanno graduazione. (3) Primum Mobile duodecim libris contentum ecc. auctore Jo. Antonio Magino, Bononiae impensis ipsius auctoris, Anno MDCIX, cc. 249 R.