— 39 — anche non del tutto finita, come ci è attestato dal fatto che non pochi centri abitati (indicati con una piccola casetta), p. es. in Val Randena, non hanno nome. La carta si segnala per la indicazione di un certo numero di monti e di valichi alpini, come M. Tonai (col passo e la “Preda de confin B), M. Gavia, Mortarolo, Passo Guspesa (a nord dell’Aprica = Auriga della carta), M. Maniva, Gaver, Cadin, M. Baldo ecc. Ora tutti questi nomi e queste indicazioni, ad eccezione di M. Gavia, si ritrovano nel Magini, salvo che Mortarolo è divenuto nella carta maginiana un paese e il passo Guspesa non ha nome. Strettissime sono le analogie per quanto riguarda P idrografia e la situazione dei centri abitati : il Magini ha solo semplificato alquanto la rete idrografica, specialmente nel basso Bresciano tra l’Oglio e il Naviglio di Brescia, una zona nella quale il Sorte figura con grande accuratezza tutto un dedalo di canali. Per i centri abitati, invece, la carta maginiana è forse anche più copiosa che non la stampa del Sorte, come dimostra un confronto fatto in qualche zona particolarmente fitta, p. es. quella ad ovest del Garda ; anche in Val Randèna si trovano nel Magini, col loro nome, tutti i centri che nella stampa del Sorte non sono denominati. Ciò fa supporre che il Magini abbia avuto sottocchio, non la stampa, ma un originale a penna più completo ; ipotesi che risulta avvalorata da quanto diremo in seguito. Per ciò che concerne la nomenclatura, anche qui, come spesso in altre carte, il Magini ha italianizzato, e non sempre felicemente, i nomi. Derivano pure dal Sorte i nomi regionali (Val Camonica, Val Trompia, Val de Sabio, Val de Leder, Riviera di Salò, Campagna di M. Chiaro ecc.), e, quel che più importa di notare, anche la delineazione dei confini del Bresciano. Non mancano tuttavia alcune differenze tra le due carte. P. es. il F. Sanazara, affi, di sinistra dell’Oglio, secondo la carta maginiana ha origine da tre laghetti, dei quali leggiamo anche i nomi (1. di Areno, 1. Darmo e 1. Masezzo), mentre nella stampa del Sorte i laghi sono due soli e di questi il più settentrionale non ha nome. In questa stessa zona, tra il 1. d’Areno e il 1. d’Idro, il Magini indica tre “ passi „ (tra la Valcamonica e la Val Randena), che nella stampa del Sorte non troviamo. Ma queste ed altre divergenze si spiegano facilmente, se si ammette ancora che il Magini abbia avuto sott’occhio, non la nostra stampa, ma un più completo disegno manoscritto eseguito dallo stesso Sorte (1). La carta del Sorte non comprende naturalmente il Cremasco, incluso invece nella carta maginiana, ma il disegno di questa parte non è che una riproduzione impiccolita della carta speciale del Cremasco, fatta dal Magini stesso, della quale diremo più avanti. Come si è veduto, la carta del Bresciano del Sorte è anteriore di oltre trenta-cinque anni all’epoca nella quale il Magini iniziò il suo lavoro, e di sessant’anni interi all’anno nel quale 1’“ Italia „ maginiana fu pubblicata. Nel frattempo era stata pubblicata, non solo la “ Brescia episcopatus Mediolanum ducatus „ nelle “ Tabulae „ di Mercator (1589), ma eziandio la magnifica “ Descrittione del Territorio Bresciano con città e famiglie Bresciane e concessioni fatte alle valli», posseduto dalla Biblioteca Queriniana di Brescia. È probabilmente dell’anno 1471 o 1472. 20) Grande carta del Territorio Bresciano, dipinta su pergamena, misurante cm. 62X70,5, posseduta dalla Biblioteca Estense di Modena. Cfr. Baratta Mario, Sopra un'antica carta del territorio bresciano, in «Boll. Soc. Geogr. Ital. » 1913, pag. 514-26 e 1025-31 con riprod. 3°) Carta del Bresciano annessa alla prima edizione, rarissima, della Chronica de rebus Brixianorum di Elia Capriolo (Brixiae per Arundum de Arundis s. d. ; circa 1505). Ha in alto in mezzo in rett. il titolo « Brixiae et agri Geographia» ; misura cm. 40.5X29.5. Incisione in legno. (1) Prima di procedere oltre, giova osservare che il Magini non fu solo ad utilizzare la carta del Bresciano del Sorte. Questa, o una qualche sua derivazione, ha servito di base anche all’anonimo autore di una carta del Bresciano pubblicata da Simon Pinarienti nel 1574, non ricordata nel Saggio del Marinelli? ma descritta da E. De Toni, Appunti cartografici Sene 1, Venezia 1907, n. 4. E un’incisione in rame, misurante circa con 36.5X25, che porta, in un’ovale inalto a sin. la scritta . « Eccovi Benigni Lettori in Vivo [ Dissegno tutto '1 sito Bressano | e suo contado con ogni altro [ luogo notabile. Accettate tu | tto di buon’animo et prevale | tevene all'occorrenza | 1574 | ». Seguono interessanti spiegazioni dei segni impiegati, e poi la scritta « Appresso Simon Pinarienti». Rispetto all’originale del Sorte questa carta è molto peggiorata. Essa è a sua volta unica e diretta fonte della tavola « Bresciano—Brixiani agri typus», che si trova nelle edizioni del «Theatrum » di Ortelio, a partire da quella del 1601. Inoltre della stampa del Sorte si servì certamente anche Egnazio Danti, come fonte principale per il disegno del Bresciano nella pittura dello Stato Veneto per la Galleria Vaticana.