- 99 — liana, òhe dà lavorò a migliaia di uomini e fa conoscere i prodotti nostri nei paesi lontani. Il mare conviene amarlo, non temerlo, e bisogna frequentarlo. Non ha più terrori allorché da bambini si piglia con esso dimestichezza. Il nuoto e la pesca costiera procurano salute e profitto sino dall’infanzia. Il diporto nautico è giusta ricreazione dallo studio per i fanciulli, eccellente distrazione dalle fatiche per l’uomo giovane, nobile sollazzo per l’adulto. I nostri sensi trovano nel mare ogni soddisfazione. Gli occhi, che sino dalla prima età si sono educati a guardarlo, non sanno mai saziarsi degli spettacoli svariati che offre ; sì che arduo è decidere se il mare sia più bello quando è terso come uno specchio di acciaio brunito, oppure quando le sue glauche onde si alzano in cavalloni. II suo speciale odore è gradito alle più fastidiose narici. Dal mare sonante sprigionasi incessantemente un canto. Canto lieve quando l’onda estiva lambisce il lido sabbioso, canto robusto quando il flutto invernale si frange sulle rocce e ricade in ispuma iridata. Da quel canto i vecchi marinari sanno trarre prognostici del tempo, che sono raramente erronei. Chi mai, dopo aver provato le delizie del bagno, non ricorda quanto la carezza del mare sia dolce alla pelle? Dominatore del pensiero umano, il mare è nei proverbi del popolo, nelle pagine dei più eleganti prosatori, nei versi più armoniosi dei poeti. Grande, savio, potente educatore è il mare! Insegna a temperare l’ardire con la prudenza, a fondere l’onesto desiderio di guadagno nel crogiuolo della pazienza, a esattamente misurare i pericoli.