L7MPERATRICE DEI BALCANI STANKO Vo’ chiamarle, (entra nella tenda) (Meravigliato, allegro) In piedi ? DANTZZA (gli stende le braccia) Stanko ! STANKO Danizza mia ! DANIZZA Stanko, mio sole ! STANKO (l’abbraccia e a lungo la guarda) I tuoi grand’occhi son per me due ardenti Soli, Danizza. DANIZZA Affaticato sembri. Siedi e narra, ma pria baciami ancora. (Stanko la bacia) Più maledir non vo’ l’imperadore Di Stambullo. Fin qui la vincitrice Brillò sua spada, e te sapendo, ahi lassa ! Suo prigionier, l’ho maledetto, a lungo L’ho maledetto. Ma non vo’ più farlo, Ora che salvo all’amor mio ti torna, Benché infedele lo rimerti Iddio ! STANKO (piano) Che fui schiavo ella crede, e in quello stato — 136 —