Indubbiamente, in Italia sì verifica un salutar* risveglio nell’opinione pubblica, per quanto riguarda i problemi del Vicino Oriente. È un peccato che questo risveglio ci faccia aprire gli occhi quando forse sarebbe meglio tenerli chiusi, per non provare una stretta al cuore nel constatare come, attraverso errori ed incertezze, il nostro paese abbia perduto dopo la guerra la bella occasione di affermarsi paci floamente nel Vicino Oriente e in genere nel Mediterraneo. Ma, dice un proverbio, meglio tardi che mai; e poiché il problema del Vicino-Oriente non è ancora del tutto risolto, è da augurarsi che questo nostro, sebbene tardivo, risveglio serva pure a qualche cosa. Ma il risveglio non basta ; occorre che si determini una sana corrente di idee, capace di realizzare gli interessi del nostro paese, poiché gV insuccessi maggiori che noi proviamo in politica estera sono, più che altro, conseguenza di incertezze, dubbi ed oscillazioni del nostro pensiero politico : la mancanza cioè, di una tradizione. Della quale cosa non hanno forse tanto colpa gli uomini, quanto i precedenti storici, che condussero all’Unità d’Italia.