— 157 — poiché sopprime in minor misura della colonizzazione, la vita politica del Paese. La Siria non è una colonia francese. L’indipendenza della Siria dovrebbe comportare, da parte del Quai d’Orsay, tutto al più una assistenza tecnica, cioè finanziaria ed amministrativa, ma non politica. «Troppo sangue». Un fatto dimostra il carattere artificiale di questo stato di cose : l’occupazione in Siria, non si mantiene che a forza di denaro e di uomini. « La Siria ci costa troppo sangue » mi diceva ieri un ufficiale superiore francese, confessandomi che nella sola zona di Lattakieh che non è però zona di guerra, avevano perduto nell’ultimo mese una cinquantina di uomini. Se non che il ristabilimento della calma in Siria, è tributario della pace generale in Asia Minore. In Cilicia, i kemalisti sono i soli padroni del paese, fino ai monti dominanti Alessandretta e Mer-sina, dove i francesi si sono trincerati in una prudente aspettativa. « Ci consoliamo — mi diceva uno di loro, con un amaro sorriso — pensando che in fin dei conti siamo noi i vincitori, e che abbiamo vinto la Guerra. Che cosa sarebbe se l’avessimo perduta!». Il fatto si è che ho visto a Mersina un decreto dell’autorità francese, che proibiva agli abitanti di arrischiarsi a più di chilometro fuori porta, non assumendo in caso contrario, nessuna responsabilità circa la loro vita ! Ancora una pagina istruttiva da aggiungersi a questa strana storia del trattato di Sèvres, di questo trattato nato —- morto, che tutti fanno ancora a gara per lacerare. (il Tempo - 14 settembre 1921)