— 136 — Le lotte religiose in Palestina. Gerusalemme settembre 1921 Sulla terrazza del tea-room Allenby. La hall di un grande hotel di Londra, al suono delle ultime operette viennesi. Di fronte a noi la torre di David, vecchia di migliaia d’anni e che ha visto passare tanti uomini e tante cose. Accanto a noi una lady della più alta aristocrazia inglese, che ha seguito suo marito in colonia e che viene a ritrovare all 'Allenby o al Bristol la dolce illusione della City lontana ... La Palestina, museo patologico delle religioni e delle razze. In mezzo a questo quadro ultra-chic due capi banda arabi avvolti nei loro burnus, armati di jatagan che trascinano per terra. Sono arrivati stamane dalla Transgiordania, e sembrano trovarsi a disagio in quest’atmosfera viziata. I loro occhi avvezzi ai vasti paesaggi soffrono di questo orizzonte ristretto. Chiederanno anch’essi un wisTcy and soda? il contrasto sarebbe buffo. Ieri, il capo chirurgo dell’ ospedale italiano mi raccontava che non è raro vedere questi capo-briganti intraprendere il viaggio dalla Transgiordania a Gerusalemme per farsi curare delle ferite ricevute in combattimenti più o meno gloriosi. Docili come agnelli, sotto il bisturi, vi raccontano tranquillamente, sorbendo il caffè-latte tiepido, di aver fatto, a scopo di lucro o di vendetta, qualche terribile razzia. Poi, terminata la cura, ripartono senza essere infastiditi da nessuno, per proseguire la serie delle loro sanguinose gesta. Ecco le riflessioni alle quali ci abbandoniamo,