I — 137 — ed ecco come, dalla terrazza di un tea - room ultramondano, assistiamo al via vai multiforme e variopinto di tutti i popoli del mondo. Nel Levante, questo museo patologico delle nazioni, dove non rare sono tutte le forme di megalomania, di follia di persecuzione, di delirio religioso e, in generale, di tutte le « nuances » dell’isterismo politico, la Palestina presenta un quadro a parte, ancor più colorito e più bizzarro. E l’arca di Noè, una specie di ombelico del mondo, dove tutte le forme dell’Europeo generalmente conosciuto sotto il nome di civile, s’incrociano ad elementi greci, armeni, russo-asiatici, ebrei e arabi; il tutto su uno sfondo leggermente tinto dall’antica dominazione turca. E uno strano chasse-croisé dall’ Europa all’Asia, dall’Asia all’Europa e all’Africa dove si riversano gli elementi torbidi di tre continenti, e dove innumerevoli aspirazioni politiche vengono attizzate ancora da passioni religiose, spinte fino alla follia sanguinaria. Non si sono ancora dimenticati a questo proposito i massacri degli Ebrei a Giaffa e a Gerusalemme, l’anno scorso. Nonostante l’incontestabile quadro' di civiltà che questo popolo presenta nel paese, egli è continuamente oggetto di sistematiche e spietate persecuzioni (1). (1) Riferisco, semplicemente a titolo di cronaca, il fatto che è proibita agli Ebrei la strada che costeggia il S. Sepolcro. Appena se ne riconosce uno davanti ai Luoghi Santi, viene subito afferrato per gli orecchi e allontanato, dal primo cristiano che passa. A Betleem, paese interamente cristiano, gli ebrei non possono sostare di notte: vi si recano di giorno per i loro affari e ripartono la sera, al chiudersi delle por te.