— 161 — In Grecia certamente - e il viaggio di Gunaris lo rivela in modo palese - ben pochi hanno anoora voglia di battersi per delle chimere. In seguito agli ultimi combattimenti sul Sakaria e alFarrivo dei nuovi trasporti carichi di truppe, Smirne è in febbre. Le passioni politiche si sono smorzate, ma d’altra parte si sussurra nascostamente che delle reclute si sono ammutinate la settimana scorsa in mezzo alla selvaggia Anatolia. Soldati ammalati e feriti, che rientrano in lunghi convogli verso Atene, dopo aver lasciato un po’ del loro sangue lungo le tragiche strade di Eski Cheir, raccontano che il paese si trasforma lentamente in un immenso cimitero... Anche i turchi esauriti. I turchi dal canto loro, hanno la sensazione di esser giunti all’apogeo dei loro sforzi. Kemal è, bensì, in casa propria ; ma egli non vuole ne può sforzare troppo il morale delle sue truppe. Arrischiarsi in inverno troppo lungi dalle sue basi sarebbe una pericolosa avventura militare, perchè bisognerebbe riorganizzare tutta la zona devastata dai Greci e riassicurare le vie di comunicazioni, fatto questo, più difficile a lui che al nemico, in una regione che, come quella di Eski-Cheir, non si presta al rifornimento di un esercito la cui base verrebbe a trovarsi distante centinaia di miglia: Una cosa ha salvato gli uomini di Angora : la loro costanza. Guerra e pace, vittoria e disfatta, intrighi interni sono passati sulle loro rivendicazioni e sui loro metodi senza farli deviare di un unghia. Saprà ora questo governo militare e militarista dar prova di altrettanta diplomazia?