— 148 — Ciò che mi ha sorpreso soprafcutto è la vitalità e l’entusiasmo di queste giovani coppie, erranti alla ventura, libere di pregiudizi, l’anima nuova, il corpo nuovo con la gioia di agire e di produrre. Vivere e generare — la generazione presente e la generazione avvenire: ecco tutta l’attività umana. La Città dei Mendicanti. Ma c’à tanto da fare ancora in questo paese, e questi pionieri di un’idea che hanno scoperto (1) l’unico angolo non ancora sfruttato dell’Egeo, sono così pieni di illusioni! Accanto a queste meravigliose prospettive, che triste spettacolo e quanta energia occorrerà per riorganizzare e ricostruire tutto. Oggi quasi i tre quarti della popolazione di Gerusalemme vivono di elemosina, delle elemosine che gli pervengono da tutto il mondo civile. Tutti questi ralli dell’antica scuola, dai capelli ricciuti, lunghi sulle tempie, (2) vegetano nell’ozio e formano (come d’altronde le congregazioni religiose tributarie della fede universale) una popolazione passiva e parassita che, dal punto di vista economico, consuma senza produrre. Se Gerusalemme non fosse la Città Santa, sarebbe stata la « Città dei Mendicanti ». Ed appunto contro questa tendenza al parasitismo e all’ozio — al quale anche il clima fortemente contribuisce — i nuovi venuti, gente del Nord, vogliono reagire. Sono questi i vecchi pregiudizi ed i vecchi metodi che questa gioventù ardente, troppo ardente anzi, vuol spazzare con un soffio di vita. (1) L’accesso del litorale palestinese è reso difficile dal mare sempre agitatissimo a Giaffa e Kaiffa. (2) La legge di Mosó proibisce agli Ebrei di tagliarsi i capelli attorno alle tempie.