— 132 — La carestia in Palestina è, difatti, indescrivibile. La base monetaria è, come in Egitto e in Siria, la lira egiziana di cui si conosce il corso elevatissimo ; ed appunto per non impoverire di più il paese, il governatore Israelita ha decretato queste misure restrittive. Il fallimento dell’idea sionista. Oa bisogna osservare che gli Ebrei, già provvisti di mezzi di vita, non espatriano volentieri; di solito solo l’emigrante povero e spostato va a cercare fortuna nella Terra Promessa. Sotto un apparenza di lievissime restrizioni, l’editto di Herbert Samuel ha quindi ucciso l’immigrazione nel suo principio. Una delle cause di questo fallimento parziale dell’ idea sionista in Palestina dóve anche attribuirsi allo spirito di discordia innato negli Israeliti. E forse questo il popolo più turbolento della terra il più improntato a spirito campanilista e propenso alle lotte intestine. Fatto strano, se si volesse paragonarlo allo spirito di disciplina e di concordia che lega tutti gli ebrei di fronte a ciò che è straniero ; all’ interno si perdono in discussioni casistiche, in spietate ed esaurienti lotte di parte. Da secoli intieri sussiste la distinzione politico-religiosa in ebrei EsTcenasi (tipo tedesco o russo) e seferadin (tipo spagnolo) e per secoli intieri questa razza perseguitata non c stata capace, malgrado la sua incontestabile solidarietà, di nominarsi un gran Rabbino Universale (1). (1) Vi sono infatti fino ad ora, due gran Rabbini a Gerusalemme, uno per il gruppo Seferadin e l’altro per il gruppo Eskenasi.