- 108 - Ciò che non mi ha detto il generale Allenby. Ram'eh (Egitto), luglio Dal punto di vista costituzionale, il Governo egiziano si compone, come è noto, di un Sultano irresponsabile e di un consiglio dei ministri più o meno attivo, posto sotto il controllo di un Parlamento di 80 membri che non è stato nè convocato, nè rieletto da sei o sette anni. Ci si potrebbe dunque chiedere chi sono coloro che conducono le fila intricate dell’amministrazione egiziana, se, accanto a questo Governo di parata, non ne esistesse un altro, quello effettivo, di struttura eminentemente inglese. Lord Allenby non è un diplomatico Ad ogni ministro è aggiunto, infatti, un consigliere finanziario inglese, senza il consenso del quale, non è possibile prendere alcuna decisione effettiva. Il consigliere del ministro delle finanze sig. Wild è, per esempio, un personaggio considerevole, ed il suo potere si esplica tanto più efficacemente, in quanto appunto un gruppo finanziario combatte più accanitamente di ogni altro a Londra le rivendicazioni egiziane. Oltre che dai consiglieri di Ministero, l’Inghilterra è rappresentata da un Alto commissario, l’incarico del quale dovrebbe essere simile, press’a poco a quello del nostro agente diplomatico Ne-grotto Cambiasi, ma che, in realtà, ha cariba di vice-re, con funzioni uguali a quello dell’india. Il generale Allenby, maresciallo, lord, promosso vi-