— 147 — tenuto nei bassi-fondi sociali; l’ebreo è arrivato ed ha invaso tutto. I quartieri più popolosi, le arterie più vitali delle nuove città, il commercio, quel pò d’industria europea che c’è tutto è caduto nelle mani degli Israeliti. « Hanno mosso guerra al Mondo ». Questo popolo errante, che con una vitalità e una tenacia meravigliose, ha saputo sostenersi per venti secoli, serba nei suoi destini, una fede che sconcerta e spaventa. Il mondo gli ha mosso guerra ; egli ha mosso guerra al mondo ; e ne sia vincendo ora i pregiudizi con la persuasione e la perseveranza. Questa non è fraseologia. Bisogna aver visto la fiducia, l’audacia e l’orgoglio sereno di questi immigranti. Non si può non ammirare. Ohi scrive queste righe non è ebreo, ne ha mai avuto con gli ebrei nessun contatto speciale; epperò è rimasto impressionato dallo spettacolo : una terra vergine, liberata dal convenzionalismo della nostra vecchia Europa, degli uomini nuovi; un popolo che rinasce (1). Ed è tanto vero, ciò, e ognuno ne ha una sensazione confusa ma tanto reale — in queste vecchie strade di Giaffa che resuscitano ai canti degli uomini nuovi — che uno dei rari Europei che si avventurano in Palestina mi diceva, parlando degli ebrei : — Non li tratto molto; si danno troppo l’aria, di superuomini. (1) La maggior parte degli immigranti ha ridotto il suo vestire al minimo indispensabile : il Pantalone da cavallo con una camicia e l’elmetto coloniale.