riale gli ha parlato della necessità che la Russia, l’Inghilterra e la Francia impieghino tino all’ ultimo limite tutte le loro forze per finirla una volta per sempre con le potenze che rappresentano un pericolo permanente per la pace europea, e di non concludere la pace prima che questo resultato sia raggiunto. Paléologue mi ha poi parlato della situazione favorevole in cui si trova l’Italia e di cui essa dovrebbe, secondo il suo parere, approfittare per raggiungere gli scopi che persegue da gran tempo, per es. circa 1’ Adriatico. L’ ambasciatore francese crede che la guerra non sarà lunga e che perciò una decisione pronta da parte dell’Italia sarebbe di un’importanza capitale per la sua sorte futura, perchè è assolutamente certo che questa volta, non una conferenza, ma esclusivamente le armi e la loro superiorità regoleranno il nuovo ordine delle cose in Europa. Ho rilevato nel modo di parlare di Paléologue una leggera sfumatura di minaccia che del resto ho constatato anche in una conversazione sullo stesso argomento con Sazonov.