non pregiudicare l’avvenire e astenersi da qualsiasi intervento della Triplice' Intesa che potrebbe urtare in un rifiuto da parte del Gabinetto di Roma e forse compromettere il successo di trattative ulteriori. Da parte mia, ho deciso di dire al Ministro degli Esteri nella forma più confidenziale e più prudente che, essendo informato dei suoi colloqui e di quelli di Sir E. Grey con gli ambasciatori d’Italia, desidererei fortemente sapere quali impressioni esse avevano prodotto su loro e se avevano intenzione di dar loro un seguito. Ora d’ altra parte ho ricevuto un telegramma del nostro ambasciatore a Parigi, in data di ieri, che mi dice che secondo una comunicazione fattagli da Margerie* gli ambasciatori d’Inghilterra e di Francia a Roma erano stati autorizzati a fare alla Consulta i passi proposti da noi, attenuando nella misura del possibile la loro forma. Ho comunicato il contenuto di questo telegramma a Barrère e Rodd che si sono riuniti da me stamani; l’ambasciatore di Francia mi ha confermato che aveva ricevuto nuove istruzioni, ma che malgrado ciò non riteneva possibile nella sua co- — 24 —