basciatore inglese a Roma un telegramma incaricandolo di spiegarsi confidenzialmente con San Giuliano e col Primo Ministro e dir loro che se il Governo inglese si era astenuto da passi ufficiali concernenti atteggiamento del-l’Italia, era perchè aveva la convinzione che il governo italiano saprebbe trovare da sè la via che le circostanze e i suoi interessi gli imporrebbero, ma che era bene inteso che se l’Italia decidesse di unirsi a Triplice Intesa, l’Inghilterra lo vedrebbe con la più viva soddisfazione e che d’ altronde, tenuto al corrente dei colloqui tenuti a Pietrogrado, egli sottoscriveva interamente ai vantaggi in favore dell’Italia promessi in quei colloqui. Grey mi disse che oggi stesso avrebbe ripreso questa questione con Imperiali confidenzialmente, ma con le stesse precisioni. Grey insistette sulla sua opinione che passi ufficiali non avrebbero altro resultato che di rendere più difficile a Italia evoluzione completa. Egli formulò il suo pensiero press’ a poco come Doumergue, secondo telegramma lsvolsky N. 263, ma con anche maggiore insistenza. — 17 — 2