LIBRO UNDECIMO. 609 fatando dell’aflenza d’Amurath, e del tempo, con foverchie 1638 gelofie non s’acceleraffero i mali, ò il divertiife quel Prin-cipe da’fuoi impieghi prefenti. Dunque nè volendo irritar- lo nè lafciargli luogo d’ offendere, non furono omeiH, ma nè meno efaggerati, ò affrettati i provedimenti. Comandò al-l’Ifole, & in Dalmatia , che tutto fi tenefTe pronto per 1’ occorrenze, che fedici Galee in Candia effettivamente s’armaf-fero . Alle Galeazze due n’aggiunfe j l’una comandata da Antonio Pifani, che di tutte hebbela carica di Capitano, 1‘ altra da Sebaftiano Veniero. Nell’ Arfenale poi ogni cofa per maggior armamento fi teneva difpofla , e le Piazze Marittime fi providero con rinforzo di gente a piedi, Sia Cavallo. La cuitodia di Cattaro a Giovanni Paolo Gradenigo fù demandata , & a Marino Molino quella di Novegradi, come Proveditori Eftraordinarii. Tra le difpofitioni per ladifefa non omet- ¿,uftifi. tendo la più ficura via del negotio, fcriife il Senato lettere ad IT Amurath , & al Primo Vifir, efaggerando l’infulto , e l’ardire Amurath . de’ ladri, giuftificando con la convenienza , e con le capito-lationi il caftigo, e profeffando fincera , e collante volontà di non interrompere l’antica amicitia coll’ Imperio Ottomano. Ma l’imprefa nell’ Afia, dalla quale principalmente dipende- già ognifua re dovevano i configli, e le rifolutioni de’ Turchi, procedeva n"* • \ 1 i t /- r\ 1 C ^ iffl ■ con palli più celeri del fuppoflo ; perche, appena compano prefa a Amurath a’ confini di Perfia , la Piazza di Revan , debolmen- Ptjf^tìata. te cuftodita, s’arrefe. Nel tempo medefimo ad infligatione fip*ru de'Turchi Osbech Tartaro, & il GranVMogor moffero con- rfu/rl, «■ tra i Perfiani le armi 1 onde tanto più facile riufrì ad Amu-rath lotto le mura di Babilonia accamparli], Città fopra le egn fitto fponde del Tigri di vafliflimo circuito, e da’ Perfiani con tre folle , e tre ricinti munita, ma fenza quella difpofitione, e quel-1 arte, che nel prefente fecolo rende inefpugnabili le piazze, anche di piccioliflimo giro. Emir Fettà n'era Governatore con prefidio di poco meno di trenta mila foldati. Non badarono ad ogni modo ad impedire , che Amurath nel No-a crnbrc non vi s’accampaife ; & havendo intefo, che il Rè di Perfia con feifanta mila huomini a Cavallo s’avanzava, con podt-pcr tentare il foccorfo, lo prevenne, inviando groifo nume-ro di fue genti ad occupare le venute, & i pafTì. D’altra par- pir ficcar- H. TSLani T. 1. Qa tc /