LIBRO SESTO; 339 del Regno. Niente pattava nafcofto al Richelieu ; perche il 1616 Signor di Scialès r Guardaroba del Rè, confidentiilìmo. della "focosa-Sceurofa, fcoprendo da lei gli arcani del negotio, li rappor- ^¿edel1’ rava al Rè con profpetto tanto terribile, come fé, confpi-randoii contra la Tua fletta perfona, il inachinafTe di chiuder- lo in un Convento, d’efaltar’al Trono il Fratello, e di fargli fpofar la Reina; che Lodovico , per natura fofpettofo, e diffidente all’ettremo, s’indutte a credere anco le cofc più abfurde. A pochi la natura ha conceduta così efficace, come fece al Richelieu, la Magia, per dir così, della lingua; perche con vivace, e nervofa eloquenza, arricchita di pronti ripieghi, e rinforzata fovente ad arbitrio fuo da lacrime,, da rcE,pre„. giuramenti, & affetti, efpugnava gli animi,. e direggeva fo- roadag-pra tutto la volontà del Rè Lodovico, che pien di fpavento' il rimife alla di lui prudenza,. e condotta, accioche facefse Artiglia fparir tante larve , Si cominciò dalla prigionia dell’Ornano, fé- impetra guita in Font-eneblò, dove appottatamente fi ridufle la Cor-re, per evitare r rumori r e leconfufioni, che infurgono trop- incarc*. po facilmente in Parigi. Ivi ’1 Rè, parlandogli del Matrimo- 0r' nio del Fratello con la Mompenfier, e moftrandovifi egli non inchinato, fù dalle guardie poco apprefso arredato con ftor-dimento di tutti gli altri del fuo partito, e tanto maggiore, quanto ne confeguitò ben pretto la morte, aferitta da alcu- ¿Jj"' ni a fue invecchiate indifpoiitioni, e da altri attribuita a veleno . Si trovò nel tempo dell’ arrefto il Cardinale lontano ,, per far credere , ancorché direggefse ogni cofa, che operaf- ‘¿{°J^do fero i foli voleri del Rè j anzi chiedeva licenza di, ritirarti, ‘¿¡ritirar/;. per fottrarre la vita all’ odio, & all’ infidie di cosi potenti Nemici ; ma tanto è lontano, che l’acconlentifsero Lodovi- ^ìpoun-co, e la Madre, che , com’egli appunto con inftanze con- ucontrai trarie cupidamente defiderava, gli permisero contra gli Emuli quali vien munirli con Guardie, che, prima fervendo a prefidio, trapaf- dÌZ/JZ, farono pretto ad emulatione, & ombra della fteisa autorità del Sovrano. Conia prigionia, e morte dell Ornano pareva Jle/fa Coro-in gran parte il difegno de’ Fattionarii difciolto ; ma non era "¡Litoralmente abbattuto y trovandoli i più potenti lontani, e quei A*fiia forti Vandomo particolarmente, che, tenendo la Brettagna in VJniT.' governo, con molto feguito davano grandiflima gelofia. La Y 2 Cor-