LIBRO OTTAV O. 451 cíe diverfe, particolarmente a Cartel nuovo la mifchia lì rif-caldò con danno maggiore de’ Veneti, de’ quali alcuni, ra-lorofamente combattendo, caderono, & altri fi diedero vilmente alla fuga, lafciando alcune Infegne in mano a’ nemici . Fù veramente maggiore la fama, che 1’ effetto della vittoria degli Auftriaci, pochi eifendo dal canto de’ Venetiani i morti, ma in gran numero gli sbandati, alcuni de’ quali, & in particolar le Corazze, abbandonata la fede del giuramento, per l’occafione di preda, insertarono con molti fvaligi 1 Paefe, ch'erano tenuti a difendere. Il Galaifo , non volendo più oltre fotto le muraglie di Pefchiera impegnarti, occupò fenza contrailo Valezzo, abbandonato da Cornelio Vimes , che cuftodiva la Rocca j e credendolo pollo capace, per danneggiare la República , e per impedire a Mantova i foccorfi , con più riftretta tortificatione Io cinie. Accaduto a’ trenta di Maggio così infelice fucccifo, la fama fubito lo divulgò, dilatando in più luoghi ’1 timore ,e col timore i pericoli di peggiori accidenti j perche, nonlologli Alemanni feorrevano la campagna , inferendo molti danni, ma s udivano più fiere minaccie d’attacchi in Friuli, & in Lombardia , dove due mila fanti con alquante Compagnie di cavalli inoltravano d’aífalire i confini di Bergamo, e di Crema , & un grplTo d’ Alemanni, che per la Valtellina calava, fatto alto in Traona, pareva, che ( tentati i paiìì de’ Monti ) le voleifc venire alle fpalle . Il Galaflo pure poteva, ò prefentarfi a Pefchiera, ò avanzarfi a Verona» Ma i vincitori di rado poffono intraprendere tutto ciò, che la Fortuna configlia, e de’vinti fuol’ eifere fempre il pericolo maggiore del danno, Veramente in Venetia fi turbarono gli animi a tali avvili ,* ma, niente vacillando la co-ftanza del Governo, e la fedeltà de’ popoli, fi conobbe , che iccondare le profperità è folo da privati, ma eh’ è proprio de’Principi contendere con le grandi feiagure. Fù del Senato la prima cura confortare il Duca di Mantova, promettendogli gagliarde ailiftenze, accioche da cafi avveri! abbattuto non s’abbandonale a’ più difpcrati partiti. Poi a’ Rettori delle Città fcriilc, animando i Popoli in sì grave pericolo. Ne mancò in tutte prontezza , gareggiando ognuna con offerte di danari, e di genti , c iopra tutte fegnaiandofi Breicia F f a col- 16}o elee vien C0M effe lire a cimbetr i-menee • tecupande ferina refi-J!en\« Valevo . t Jan defi> terfeggiar la Campagna. un minacciare il Friuli , e la Lombardia . c «lande nuove ag-grefltjni de lia ttjie-tia. toflantr fempre il Senete. (ley affi- fura il Viltà di ga-gltardainfte pr, leggerle. dalle Città dello State rice-gliende reraggio , t ftit-e da Bre-ftia princi-p elminti .