LIBRO O T T A V O. 437 Ih propria grandezza > e dello splendido tìtolo dì Liberatore d Italia. Èra ne’Francefi altrettanto cupa la rifolutione di non rompere con gli Spagnuoli la guerra, quanto efficace il defiderio , che la Republica lo faceffe . Ma ella , ancorché co- Inofceife tanto grave il prefente pericolo, che convenire traforare i rifchi venturi, perfiiteva ne5 fuoi primieri configli ; eshibiva d'invadere, fubito che l’efercito Regio, fuperate 1’ Alpi, aifaliife d’altra parte gli Stati di Spagna j allegava per Iifcufa il riguardo d’elfer foprafatta da gli Alemanni, e la ne-ceilità di non allontanare da Mantova 1’ efercito . Il Cardinale fi trovava impegnato coll’ attendono generale del Mondo di corrifpondere con uguali attioni, e configli a quel gran credito, che haveva la faina conciliato al fuo nomej onde follecitamente marchiava , fuperando le difficultà della Cagione, e gli artifitii degl’ inimici, che con varii progetti tentavano di trattenerlo. In Ambrun egli udì ’1 Nuntio Panciro-lo, & alla prefenza dell’ Ambafciator Soranzo gli confegnò un progetto, che conteneva 1’ufcita degli Alemanni d’Italia, la reftiturione dell’ occupato , l'Inveftitura a Carlo , e la libertà de’Grifoni. Ma i Miniftri Auflriaci, affermando trovarli icnz' autorità , per trattar de’ Grifoni, infiftevano , che i prefi-dii Franceii foiTero rimoill da Cafale, e dal Monferrato . Dunque tra sì contrarie propoite difperata la pace , col mezzo del Signor di Servien fi voltarono le premure del Cardinale verio il Duca di Savoja, accioche delle il paifo all’efercito , fomminiftrafle i viveri , & uniife le Truppe fue all’Infegne Reali. Egli, per far perder’il tempo, allegava hora fcufe , hora portava difficultà fopra la ftrada, che tenere dovelTe 1’ efercito, & il modo di provederlo j infine chiedeva, che 1’ imprefa di Genova fi rifolveffe , e che , invafo congiuntamente il Milanefe, non il difponeffero 1’ armi fenza l’intera conquida . Al Cardinale nuli’ altro premeva, che mortificare quel Duca . Perciò, dichiarando co’ Genove!! amicitia , e publicando di portar l’armi in Italia a folo fine d’incontrarvi, e Stabilirvi la Pace decorofa, e fìcura, gli negòconftantemente ciò, che gli haveva altre volte eshibito j anzi, inoltrandoli dubbioib , che Carlo con viveri fcarfi, con incomodi alloggi, e con altre arti tentafle diftrugger’, e confumar quell’ Armata, diman- H, TSLanì X. L E e 3 dò, * 163® per all’ht-ra non vi condeftett-de . coftrttt» di' ajjijlere a Mantova. Ttìchelieu vtrfo l'Itali* affrettando/! . -intr sdutte varie ne • gotiationi col Nuntitj Apojtolic 9. e con Savoja .