s I infatti fra i suoi eroi quelli che si mostrano' pronti a lavorar sulla base della rivoluzione e per la rivoluzione, ma si ha l’impressione che ciò avvenga dopo una capitolazione della rivoluzione stessa, con l’adattamento di essa all’inevitabile forza dell’elemento locale. E i racconti nei quali domina l’elemento individuale danno- la migliore misura del talento dello scrittore : Rompicolli (Lobodyry), in cui dei giovani vagabondi, arditi fino alla disperazione, soli sanno, rischiando la vita, sbrigarsela colla navigazione delle zattere di legname giù pel tempestoso fiume nordico, oppure, in un altro campo, Paesana (Naselnica) che ci presenta la figura di una contadina forte, decisa, ardita, indipendente. ma prima di tutto massaia, che nella primitività della sua egoistica aspirazione a organizzare una sua propria amministrazione casalinga, mostra tuttavia come dall’individualismo sia possibile passare ad una prima rudimentale organizzazione sociale. Continuando per così dire cronologicamente la riproduzione della vita dei suoi contadini nordici, Capygin avrebbe dovuto sempre più esaminare i problemi dei contatti e dei rapporti tra la loro vita e la rivoluzione. Invece, non senza sorpresa dei suoi stessi lettori e della critica, lo scrittore compiva improvvisamente il1 suo passo cronologico nel passato', invece che nel più vicino presente. L’ultima opera di Capygin è infatti un romanzo storico ■ Stjenk,a Razin. La scelta del soggetto- è naturale : la Russia moscovita del secolo XVII doveva offrire allo scrittore molte analogie con la Russia nordica di due secoli dopo- La descrizione non solo della * 76 *