esperienza rivoluzionaria, quella che gli diede la possibilità di guardare e conoscere la Russia in lungo e largo, fu la « caccia al pane » nel periodo' della fame. In Pilnjak si può veder chiaramente che il terreno rivoluzione della schiera dei compagni di strada può essere anche negativo : l’atteggiamento fondamentale di Pilnjak è infatti scettico. Si potrebbe quasi dire che egli abbia avuto un perio^ do di crisi; quello a cui egli stesso accenna nella sua autobiografia, riferendosi ad un suo viaggio in. Germania : « Questo viaggio mi insegnò tante cose : io seppi dopo guardar la Russia e me stesso dal di fuori e so come è miserabile e deserta la Russia, quanta terra da coltivare c’è ancora in essa, quanto dobbiamo ancora lavorare, so che ognuno di noi non deve dormire più di quattro ore al giorno per fare, fare, fare, lavorare, 'avorare ». C’è poi un punto del romanzo l ’anno nudo nel quale dall’eroe Glieb, attraverso' le cui labbra evidentemente parla lo stesso Pilnjak, l’atteggiamento di fronte all’Europa è chiarito con maggior precisione. « Io sono stato molto tempo all’estero, ma mi ci son sentito' solo', sperduto. Gli uomini in bombetta, tait, smoking, frak, i tranvai, gli autobus, i metros, i grattacielo : luccichio, apparenza; gli alberghi, con ogni sorta di comodità, ristoranti, bar, bagni, biancheria finissima, quale disuguaglianza sociale, quale borghesismo di costumi e di norme! ed ogni operaio sogna azioni e il contadino lo stesso ! E tutto è morto, uniformità meccanica, tecnica, comodità- * 97 * 7 - E Lo Gatto : Letteratura soviettista.