ranei in faticosa ricerca di nuove forme nelle quali gettare il contenuto della nuova vita. Evidentemente questo problema della nuova forma non ha mai tormentato Romanov; evidentemente egli non ha dubitato neppure un istante che nelle vecchie forme dell’arte narrativa russa anche le manifestazioni di una nuova vita potessero trovare espressione idonea ed efficace. Molto probabilmente a ciò è dovuto il suo successo nel pubblico e in parte l’atteggiamento della critica, riservato se non propriamente ostile. In ogni modo bisogna tenere presente anche che il contenuto dell’opera di Pantelejmon Romanov, (prescindendo da Rus che deve abbracciare tre diverse epoche), è dato più dalla vita del periodo di transazione che non da quella uscita fuori dalla rivoluzione. Tra i rimproveri che la critica ha rivolti al- lo scrittore c’è infatti anche quello di non aver saputo comprendere abbastanza bene i complicati fenomeni della nuova epoca- Ora l’importanza di Romanov è, secondo me, sopratutto qui, nel non essersi lasciato trascinare pienamente dalla tentazione di dipingere i nuovi fenomeni esteriori, rinunziando a tutta la propria educazione spirituale — indubbiamente a fondo borghese — ma nell’avere cercato di seguire — e in ciò doveva aiutarlo la sua ricca esperienza individuale — il processo di trasformazione psicologico-morale nella trasformazione dell’ambiente sociale. 1 racconti di Romanov possono distinguersi in due gruppi; i uno e ì altro convergenti nell’opera principale, nel romanzo Rus, e cioè racconti di * 121 *