Figure votive nell’età micenea 107 fatte con tipo arcaico. Questa tendenza religiosa trasse in errore lo Schliemann, il quale negli scavi di Hissarlik, avendo trovato le faccie umane simili ad uccelliJ), credette fossero realmente teste di civette, e suppose che la città di Troja fosse dedicata ad Atena, e a tutt’ e due le cose nessuno ora crede. La stessa faccia umana col becco di uccello si trova comunissima in Egitto per l’età neolitica e per le prime dinastie. A Creta pure trovasi spesso e non è facile distinguere se debbasi all’imperizia dei figuli che non sapevano far meglio, od avevano fretta, o poco si curavano nel fare imagini dozzinali. Anche a Butmir, nell’età neolitica, trovaronsi faccie umane coll’aspetto di civetta ; ed il becco di un uccello rapace, messo invece del naso per semplice imperizia di chi plasmava l’argilla, spicca nella figura 133 del capitolo sulla navigazione nella persona che sta dentro la barca dell’età neolitica. Senza preoccuparci delle credenze, vediamo che il tipo psicologico dell’adoratore e dell’uomo religioso dall’età neolitica fino a noi rimase fermo ed immutato. Gli scrittori moderni che parlano Fig 85 _ piiiura votjva fem. di evoluzione (e peggio ancora quelli che minile di Hajthia Triada del-ammettono una attuale dissoluzione del 1 etA raicenea- pensiero religioso) ignorano che la civiltà europea apparve nella sua origine coll’aureola di una religione elevata, senza feticci e pura da ogni inquinazione volgare. La religione, che fu la sintesi filosofica nell'aurora della civiltà, durerà eterna, come rimane eterno il mistero del mondo. Irreligione minoica fu positiva e ideale, benché sia una delle più antiche. I miti, i dogmi ed i riti variarono, ma la base del pensiero religioso è rimasta identica, perchè poggia su l’inconoscibile e sul fato. È una vanagloria od un sogno il credere che as-sistiamo ad un’evoluzione dell’idea religiosa. ^Ilios, 328. Fig. 157, 158, 227, 229, 231, 237, ecc.