LIBRO SESTO. 335 cbe con la /corta cauta de loro fini, e profitti. Ella non erm 1 616 ra, nè inganna. Ver queflo io giurerei facilmente, cbe la Tace pre/ente è un ombra fa/fa, che, formata da un lume, ancora più fa/fo, di qualche riguardo di grande Miniflro, pare, che confonda i publici di quel T{egno , e gli univerfali del Mondo. Ma fparirà certamente, mentre che il cooperare della Francia a comodi, (j1 alla grandezza di Spagna è uno sformo contra natura , che languirà , 0 caderà tomamente , quando la violenta breve, che 7 agita, babbia fine. Già vediamo il T{egno confufo, la Corte di vi fa, il favor vacillantej ma prefio fi dileguerà quefto nembo, non ejfendo folito il Clima Francefe lungamente a patir il torbido, ò a goder il fe-reno. A noi, che fiamo avvedi con la prudenza, e con la coflan^a fiancare la flejfa mala fortuna , conviene ftar Jaldi j con defterità rejiftcre al tempo j declinare i pericoli ; attendere le congiunture migliori } e fopra tutto non fidarci de recenti Nemici, nè difperarcì dell antiche amicitìe. Con ta- li concetti fvelte da gli animi alcune ragioni, che per avan-ti erano ftate addotte incontrario, fu approvata da’ Venetia-ni la Pace, e per neceilìtà , e per prudenza . Nello fteflo mentr' ef-tempo però confortavano il Duca Carlo a ftar fermo nelle maffime, e negl’ intereffi comuni , e fi prefidiavano fempre savy*, con maggiori forze fìn’attanto , che tra le confufioni , & 7^-" ofcurità degli oggetti, la piega de gli affari fi poteife meglio ■ difcernere . Comprendevano i Francefi il ragionevole ienfo uffjììilZ de’lor Collegati, & infieme temevano perder’a queft’efem-^ pio il concetto, e le fperanze di nuove amicitie. Efpedirono codaiu" perciò in eftraordinaria Ambafciata a Venetia il Signor di Sciatoneuf, & a Turino il Buglione, affinché, fcufando con dtfceAm-la necciTìtà de gl’interni intereffi le cofe paflate, afficuraffe- bafc,ad°rt' ro, non cifer punto abbandonata alla mercè degli Spagnuo- li 1 Italia: prometteifero in cafo d’invafione, ò d’attacco ad ambidue i Collegati affiftenze 5 e , per medicare le piaghe recenti , proponeflero alla Republica di procurarle appreifo i Grifoni la libertà de’paffi, e trattenelfero il Duca con la fpe- ie(Uipro. ranza di Regii titoli, e d’altri vani vantaggi. Ma con poco credito s’udirono da’ Venetiani tali progetti,* perche, haven- non conferò la Francia co’ patti conchiufi perduta l’autorità , e , per iuono focosi