274 LE TRACC1E DELLA RELIGIONE MINOICA IN ITALIA loro raffronto nei monumenti minoici, dove stanno gli alberi ed il fico nel temenos presso i templi ed i sepolcri, ed è possibile che il culto dei penati siasi svolto sotto l’influsso primitivo della civiltà egea1). Da questi confronti suggestivi si potrebbe indurre l’esistenza-di legami preistorici fra i due popoli : ed i progenitori dei Romani hanno probabilmente avuto per vie più antiche l’inspirazione delle prime forme di culto. A Phaestos si trovò l’iscrizione che era posta sopra il tempio della Grande Madre. Il culto di Rea sopravvisse fino ai tempi storici, e scrisse Diodoro2), che era ancora visibile a Cnossos la casa di Rea presso un bosco di antichi cipressi. In Sicilia un tempio della Dea Madre, fondato dai Cretesi, del quale parla lungamente Plutarco3), esisteva fino ai tempi storici. In esso si mostravano alcune lancie e celate di rame con iscrizioni che credevasi fossero state appese in dono da Ulisse. La religione greca e la romana si differenziano in molti punti, e vediamo con sorpresa che trapassarono nelle credenze latine elementi minoici che non si riscontrano nella religione ellenica. Oltre al culto dell’ascia, i Latini ebbero quello degli scudi. Sopra i sigilli minoici troviamo spesso lo scudo come simbolo della divinità, e a Micene vi è una pittura *) in cui due sacerdotesse, ai lati di un grande scudo, stanno in atto di adorazione, ed abbondano gli scudi di avorio della medesima forma nei trova-menti di Cnossos. In Roma si conservavano dai sacerdoti le Ancilia, o scudi sacri a Marte, i quali sembra avessero la medesima forma di un 8 dell’antichissimo scudo beotico e miceneo. La rassomiglianza minoica appare nella religione romana specialmente per la maggior parte che ebbe il culto della natura campestre in confronto della mitologia greca, pel numero più grande delle divinità che riguardano il culto degli alberi, dei campi e delle greggi. Non si esclude che uguali condizioni di vita e il forte contatto colla natura che ebbero i progenitori dei Romani e la popolazione cretese abbiano prodotto in entrambi i popoli analoghe forme di culto. Noi però dobbiamo notare questa identità, non escludendo l’idea della dipendenza dall’ Egeo di concezioni religiose che, secondo ogni probabilità, sono nate nella nostra penisola un poco più tardi. x) Vedi la descrizione dei “ Iararii domestici „ che ho fatto nel mio libro sugli Scavi di Creta, fig. 25, p. 45. Lib. V, c. HH. s) Vita di Marcello 4) E>»u;st; aeXstio>9ytxr,, 1887; tav. X.