Anni di rame trovate a Remedello 255 al concetto religioso dell’età neolitica, di deporre presso il cadavere quanto può occorrergli per l’altra vita1). Per essere conciso prendo solo in esame l’Alta Italia e l’Etru-ria, e vedremo il caso inaspettato, che ora si conosce meglio l’età del rame, che non quella successiva del bronzo. Un problema fondamentale per la storia mediterranea sta nel sapere se, quando finiva l’età della pietra, siansi stabilite relazioni con altri popoli che conoscevano solo il rame, o se invece, gli Italiani del Nord vennero subito in contatto con popoli che erano già in possesso dello stagno, e quindi del bronzo. Quanto esporrò in questo capitolo dimostra l’esistenza di un’epoca del rame. Occorre decidere, se vi fu una traslazione di popoli, cioè una invasione di gente nuova che portasse il bronzo in Italia ; o, se la penetrazione e la diffusione del rame e del bronzo fu effetto di semplice scambio commerciale. Da quanto esposi prima, sembra debba darsi maggior peso al lato commerciale, e anziché pensare alle incursioni di popoli che dall’Europa centrale portassero in Italia il rame ed il bronzo, sia più consentaneo al vero credere nell’epoca minoica iniziati gli scambi commerciali fra le isole dell’Egeo e l’Italia; cosicché i Cretesi, ad esempio, che sappiamo furono un popolo tanto intraprendente, portarono in Italia la parte superflua della loro produzione di rame. III. Armi di rame trovate a Remedello. In un sepolcro di Remedello (n°. V) si trovò lo scheletro di un uomo adulto che aveva l’apparenza di essere stato sepolto in ginocchio, perchè scavando dall’alto al basso cominciò a scorgersi, alla profondità di m. 1,20, il cranio, poi le costole, e succes- yl Le tombe di Remedello vennero illustrate con una pubblicazione memorabile del Colini (Bullett. paletti, ital., 18H8, XXIV, e volumi segg.). Qui parlerò solo delle armi, come la parte che più ci interessa per le sue relazioni Coll’Egeo. Devo alla cortesia del prof. Alessio Alessi, direttore del Laboratorio chimico nel R. Istituto tecnico di Reggio Emilia, le seguenti analisi di armi di rame del Museo Chierici di Reggio Emilia. Le prime notizie intorno al sepolcreto di Remedello furono pubblicate dal Chierici nel 1884, e dopo vennero fatti in due periodi scavi regolari sotto la Sorveglianza del Chierici e furono portate alcune tombe nel Museo di Reggio Emilia, dove può dirsi, senza tema di esagerare, che può ora studiarsi, meglio che altrove, la civiltà neolitica, perchè, oltre al materiale prezioso, possiamo anche servirci delle relazioni che scrissero su di esso il Chierici e lo Strobel, che furono due autorità eminenti nella paletnologia.