156 I SEPOLCRI A TOMOLO 0 “ DOLMENS „ DELL’lTALIA MERIDIONALE Altre hanno costole, come cordoni che si attaccano sull’omero e scendono sul fondo. Di scodelle grossolane di terra color marrone (fig. Ili), presento una metà col manico, non bene lustra come i vasi precedenti. Diametro all’orlo di 13 centimetri, alta 10 centimetri nella cavità interna globosa, le pareti sono spesse un centimetro. Il manico a nastro piatto, spesso 8 millimetri, con occhiello triangolare, sorpassa di un centimetro il bordo della scodella. La rassomiglianza di questa ceramica con quella neolitica del Pillo appare evidente in questa forma di ansa1). Le tazze, come la figura 110, rassomigliano alla ceramica, che pubblicò l’Orsi, del primo periodo siculo, che viene dai sepolcri di Monteracello ; tali raffronti provano l’antichità remotissima dei clolmens di Taranto2). Un grande vaso che aveva il diametro di 28 a 30 centimetri, spesso 1 centimetro, di forma probabilmente globosa, del quale si conservò solo la spalla, invece del manico porta una sporgenza semilunare volta in basso che ha il diametro di 7 centi-metri e si stacca di 8 millimetri in alto. Fra i manichi trovasi un accenno alle anse lunate, che presero grande sviluppo nelle terremace*). Cosi almeno credo possa interpretarsi il manico della figura 112, fatto in questo modo per dare appoggio alle dita colla curva superiore. Sul fianco, dal lato sinistro, una linea incisa segna una decorazione simile a quella della fig. ioti. Di tipo arcaico ó un pezzo di vaso cilindrico nero (fig. 113) r molto lustro, lavorato a costole, identico alla ceramica neolitica di Phaestos e comune in quella pure neolitica dell’Alta Italia. Il pezzo più importante nella ceramica di questo dolmen è una tavola di libazioni simile a quella venuta in luce nel palazzo di Phaestos, che fu pubblicata dal Dr. Pernier4). La figura 114 A mostra un frammento di profilo, e due pezzi vennero messi vicini per fare la figura 114 B. La cavità interna ha il diametro di 10 centimetri, spessore 15 millimetri, profondità 22 millimetri. La superficie esterna ed interna sono parallele. Manca il bordo nei frammenti, cosi che dobbiamo ammettere che questo bacino fosse più largo che non appaia nella figura. L’argilla fine è nera, molto bene levigata, e per la sua grandezza questa tavola da offerte corrisponde a quella di Phaestos. L’essere i due vasi identici per forma e dimensioni e qualità della ceramica, tro- *) 51. Mayer, Le stazioni preistoriche di Molfetta, Bari, 1904. 2| Orsi, Bullett. paletn. ita/., XXIV, 1898, tav. XXII, fig. 4. si Bullett. paletn. ital., XV, 1889, pag. t>5. *ì Monumenti antichi, Lincei, XIV, 1905, pag. 180.