Ricordanze mitologiche della metallurgia e le miniere di Gaudos 227 l’aspetto si conosce essere tolto da un pane simile a quelli di Creta. È rotto, collo spessore di cinque centimetri, la superfìcie rugosa da entrambe le parti, e come fibrosa su quelle donde erasi staccato dal pane; largo circa otto centimetri quadrati; dall’analisi risultò essere di rame puro. Nel Museo preistorico di Roma se ne trova un pezzo insieme con due pani, regalati dal Governo di Creta. Anche a Candia ve ne sono degli spezzati. Il frammento che trovai a Cannatello, viene a confermare che questi pani servivano ai lavori metallurgici e che da essi staccavasi il metallo che occorreva per mescolarlo collo stagno e farne il bronzo, o per servire semplicemente come rame ed essere fuso, o laminato. L’aver trovato pani di rame, segnati con lettere minoiche, in Sardegna, ed un pezzo dei medesimi pani in Sicilia, prova l’estensione del commercio che i Cretesi facevano del loro rame coi paesi del Mediterraneo. IV. Ricordanze mitologiche della metallurgia E LE MINIERE DI GAUDOS. La mitologia supplisce in parte al silenzio della letteratura sulle origini dei metalli, additandoci Creta come la culla della metallurgia preistorica. Diodoro1) afferma che i Dactili Idei sono anteriori a Minosse. Rea, figlia di Urano e di Gea (cioè del cielo e della terra), era la madre di Giove: la leggenda racconta clic, dove poggiò le mani sul monte Ida, quando venne nell’isola per sgravarsi di Giove, dalle impronte delle mani sortirono i Cureti3). E tutti sanno che i Cureti, battendo sugli scudi, coprivano i pianti di Giove, perchè non fosse scoperto da Saturno che voleva mangiarlo. Qui abbiamo probabilmente un accenno al rumore delle fucine e dei martelli che picchiavano sull’incudine. Che tale leggenda avesse un fondamento nella realtà Io si conobbe nel 1907. Dinanzi al Monte Ida, nell’isola di Gaudos, si scoprirono filoni ricchi di rame. Quest’isola, che gl’ Italiani chiamano Gozzo, lunga da 8 a 9 chilometri, fatta come un triangolo, trovasi di fronte a Sphakia alla distanza di 30 chilometri dentro il mare. In mezzo alle roccie serpentinose trovossi un deposito molto vasto di mi- *) V, 64. 2) Schliemann, Troje, p. 318.