Le bipenni votive sul Continente 87 3) Verhandlung d. anthrop. Gesellschaft, 1879, tav. XVIII, fig, 2. 2) Virchow, Zeitschrift für Ethnol., 1891, p. 460. 2) Perrot e Chipiez, Histoire de l'art dans ltantiQuitél tom. Ill, Fhenicic, p. 867, Fig'. 65. — Ascia sacra tli rame proveniente dal Congo. diede le figure. La caratteristica loro è che hanno il taglio da entrambi i lati parallelo alla direzione del manico e di non potersi usare per la piccolezza eccessiva deU’occhio, onde fu emessa da Gross e Handellmanns*) l’ipotesi che tali bipenni servissero pel commercio dei metalli o come valori, e che si infilassero l’una sull’altra con una corda. Che non servissero come strumenti Io prova il latto che talune hanno il taglio smussato, altre l’occhio quadro, o fatte come due coni che si toccano col vertice. R. Virchow, dopo aver fatto l’elenco delle bipenni che conoscevansi in Germania2) di questa forma sino al 1891, non si arrestò davanti all’eccessiva piccolezza del foro dentro il quale non sarebbesi potuto far passare un manico, ed ammise che tale apertura potesse servire per legare un manico accanto alla bipenne. Contro tale ipotesi sta il fatto che il bordo dell’apertura sulla superficie della bipenne è tanto netto, che presto si sarebbe tagliata la corda o la striscia di cuoio usata per fissare il manico. Perciò Virchow fini per ammettere che tale modo eccentrico di fissare il manico non fosse pratico, ed espresse il dubbio che tali bipenni potessero rappresentare doni votivi. Ora, dopo che in Creta, a Troja e Micene si trovarono bipenni votive insieme con altre che hanno un occhio largo capace di essere immanicate e die pure sono ascie destinate al culto, appaiono sotto una nuova luce tutte le bipenni di data posteriore alle cretesi che trovaronsi anche nell'isola di Cipro 3>, fatte in modo da non poter servire a nulla di pratico. Le armi votive si fecero di tutte le foggie e di tutti i