Capitolo Dodicesimo. Figure di animali dall’età neolitica a quella del bronzo ’). I. L’economia e l’arte. Non fu un concetto estetico die lece schiudere l’arte, ma una tendenza economica, e sono stati i poveri, che non potendo offrire una vittima intera pel sacrificio, pregarono gli artisti di farne rimagine, che insieme alla preghiera servisse a placare la divinità. Successe l’inverso di quanto potrebbe aspettarsi dalla giovinezza di un popolo, dove parrebbe naturale die i primi artisti rappresentassero i trofei delle caccio, le emozioni provate nel-l’uccidere le belve, e l’apoteosi della forza e del coraggio, lì neppure fra gli animali scelsero quelli che fanno maggior impressione, come il cervo, lo stambecco, il leone: gli artisti si ritrassero nell’angolo di una stalla e copiarono gli animali domestici. È questa la conferma che la religione è stata il fondamento dell’arte, ed i primi scultori più che alla decorazione si applicarono a fare le imagini dei giovenchi, dei montoni e dei maiali per le cerimonie religiose. E furono i poveri che spinsero l’arte su questa via; ancora più tardi le innumerevoli statue di bronzo dei piccoli tori, che si trovano in Creta nei tempi micenei, rappresentano le vittime a buon mercato della classe borghese. A Cnossos, Evans raccolse dodici figurine neolitiche di terracotta, e gli sono grato di avermi permesso di riprodurne quattro non ancora pubblicate. La testa fig. 98 A di un bue è fatta con >) Vedi il mio scritto “ Idoli femminili e figure di animali dell’età neolitica R. Accademia delle Scienze di Tonno, 1909, pagg. 375 e 395, con due tavole.