-256­ ottomani fossero ad uso di corso destinati ». In tal modo Pie­tro Civran Provveditore Generale in Dalmazia potè nel 1674 incendiare nel porto di Dulcigno l O galeotte già pronte per iniziare le loro imprese di pirateria. Nel 1675, essendosi Messina sollevata contro gli Spa­gnuoli coll'aiuto dei Francesi, la Spagna chiese a Venezia il consenso perchè un rilevante numero di fanti tedeschi venisse imbarcato a Trieste e inviato per mare a Pescara. La richiesta avanzata dalla Spagna era dovuta alla pretesa di dominio asso­luto che Venezia continuava a voler esercitare sull'Adriatico. Temendo che un movimento di navi potesse far accusare la Repubblica di violazione della neutralità, il Senato cercava in tutti i modi di non permettere la navigazione ad altre navi, ma talvolta fingeva di non accorgersi se ciò avveniva. Ed infatti trasporti di truppe si erano verificati e la Francia, informatane, diffidò per mezzo del suo Ambasciatore di vietare qualsiasi traf­fico degli Ispano-Austriaci in Adriatico. La Repubblica ordinò allora al Capitano in Golfo Andrea Navager di impedire che le truppe austriache traversassero l'Adriatico. Furono cosÌ fatti dirigere a Pirano 3 legni che già avevano lasciato Trieste diretti a Messina. Malgrado le pro­teste della Spagna, Venezia non permise che la neutralità del­l'Adriatico venisse ancora violata. A proposito di questo episodio riportiamo in Appendice a questo Capitolo un breve estratto di una relazione al Gran­duca di Toscana del Comandante delle galere di Santo Ste­fano in data 1698 nella quale è esposto diffusamente come si svolsero i fatti (1). Il possesso della T ransilvania fu ongme di una guerra che durò dal 1661 al 1664 tra l'Imperatore Leopoldo I ed il Sultano Maometto IV. In seguito ad essa tra i due governi fu stipulata una tregua che avrebbe dovuto avere una durata di 20 anni. Nel frattempo però il Sultano aveva concesso aiuti (1) Estratto di relazione del Comandante delle galere di S. Stefano al Gran­duca di Toscana in data 1698.