72 Aristotelis Liber Topicorum c. 173r. Il codice è scritto da tre mani: la cc. 1-33, 42-172v. IIa cc. 33-42. ina cc. 173-231 (sec. XIV). Consideriamo la scrittura della prima mano che occupa la maggior parte del codice ed è la più elegante. Essa si lega particolarmente a quella del Codice 959 della Biblioteca Universitaria di Padova. Osserviamo: la g con l’occhiello inferiore ampio e rotondo; le lettere lunghe con 1’ estremità superiore un po’ ingrossata a paletta; il legamento ci; le iniziali a nastri bianchi intrecciati con lobi sporgenti. Poiché abbiamo visto esser queste caratteristiche dovute ad una influenza veronese che s’incontra solo in alcuni codici provenienti dal Monastero di S. Giustina, è da ritenere che il nostro codice sia stato scritto da qualche amanuense che scriveva presso quel monastero negli ultimi anni del 1100. Codice 248 della Biblioteca Antoniana di Padova Ha già rilevato il Guidaldi (x) 1’ errore commesso dall’ Iosa (2) nell’assegnare questo codice al secolo IX, mentre è da ritenersi scritto negli ultimi anni del secolo XII. Infatti si osservano in esso le caratteristiche della scrittura gotica incipiente. È un bel codice di 136 grosse membrane che misurano mm. 280 X 167, divise in 17 quaderni di 8 carte ciascuno, eccetto l’ultimo di 6. È scritto su d’ una colonna con note interlineari e marginali divise dal testo da una linea verticale rossa. Ha in principio ed in fine un foglio pergamenaceo di guardia incollato alle assicelle della legatura. Un secondo foglio di guardia in principio porta sul recto una nota di pertinenza: «Liber Fratrum Minorum de Padua ». Nel verso dello stesso foglio sul margine superiore, in parte ritagliato, vi si legge parte della nota indicante la prima provenienza scritta (1) I più antichi codici della Biblioteca Antoniana di Padova in « Il Santo» a. II fase. IV. Padova, marzo 1930 pgg. 319. (2) I codici manoscritti della Biblioteca Antoniana di Padova, Padova 1888.