28 ciati, bianchi o colorati con lo stesso inchiostro rosso e talvolta anche con tratti d’inchiostro della stessa scrittura. Più notabile è invece in queste iniziali qualche fregio (c. 5r) che risente l’influenza artistica oltremontana, comune a Padova in questo tempo, come lo dimostrano le miniature di Isidoro. Tenendo presenti le caratteristiche rilevate nei tre codici padovani considerati, ricerchiamone qualche altro che come essi dimostri il gotico incipiente ed appaia d’ essere stato scritto in Padova. Isidoro doveva aver scritto assai presso la Chiesa e probabilmente exemplato da lui fu quel bel corale di cui ci rimangono solo due fogli (Bibl. Capitolare), che presentano gli stessi caratteri della scrittura dell’ Evangeliario. Altri due fogli (Bibl. Capitolare) che facevano parte di un corale appartenente alla Chiesa di Marostica, come dice una nota di tarda mano : « Plebis Marosticae », mostrano grande progresso sul-l’Antifonario 627 della Biblioteca del Seminario e si ricongiungono al Passionano della Chiesa di Monselice. Vi sono infatti in essi le lettere squadrate e marcate e le gambe della lettere m, n, i irnienti con un leggero uncinetto, che si osserva anche nel manoscritto 627 suddetto e in un foglio, « frammento biblico », conservato nell’Archivio Capitolare di Belluno, di origine indubbiamente padovana e scritto in questo stesso periodo di tempo. Redatto sotto l’influenza della scrittura in uso presso la Chiesa padovana è certamente il codice lat. cl. 3 n. 8 della Biblioteca Nazionale di Venezia che porta la data del 1172 e nel quale si osservano gli elementi gotici più sviluppati che in Isidoro. Le iniziali piccole, azzurre e rosse, sono simili a quelle osservate nell’ Evangeliario, e le grandi iniziali con fondo oro, colorite d’azzurro, rosso e bianco con qualche fregio di stile ottoniano, (v. parte centrale della I a c. 79. v), ci rivelano la origine padovana. Scritto forse nello stesso tempo del codice della Chiesa di Monselice fu il manoscritto 248 della Biblioteca Antoniana di Padova. Anche questo ha la scrittura ben squadrata e marcata, le lettere maiuscole, per lo più onciali, portanti nel corpo un segno d’inchiostro rosso; le iniziali onciali azzurre e rosse con semplici ornamenti a penna, F inchiostro seppia a fondo oro adoperato presso la Chiesa padovana, la pergamena assai scura al rovescio, comune ai codici padovani. Il gotico incipiente si osserva anche nel codice 1047 della biblioteca universitaria di Padova proveniente da Praglia, scritto da mano elegante con caratteristiche padovane nelle lettere ampie, pesanti,